L’assordante silenzio del mondo, nel discorso di Netanyahu alle Nazioni Unite

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“Settant’anni dopo l’assassinio di sei milioni di ebrei, i governanti iraniani promettono di distruggere il mio paese e la risposta di quasi tutti i governi qui rappresentati è il totale silenzio”

All’indomani del bellicoso discorso all’Onu del presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è rivolto giovedì sera all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con un intervento di circa quaranta minuti che passerà alla storia per 45 secondi di silenzio.

Nel suo discorso, Netanyahu ha affrontato la minaccia palestinese di annullare gli accordi con Israele, l’aggressione iraniana in Medio Oriente e l’intervento russo in Siria. Ma il momento di massimo pathos è stato quando Netanyahu ha accusato il mondo d’essere rimasto in “assordante silenzio” di fronte alle ripetute, esplicite minacce iraniane di distruggere Israele.

Netanyahu ha aperto attaccando il controverso accordo sul nucleare iraniano, dicendo che si tratta di un accordo pericoloso che non contribuisce a promuovere la pace nel mondo, ma rischia anzi di avvicinare la guerra. “Dopo aver ascoltato per tre giorni i leader del mondo elogiare l’accordo con l’Iran – ha detto – comincio dicendovi: signore e signori, controllate il vostro entusiasmo. Questo accordo non rende la pace più probabile. Alimentando le aggressioni dell’Iran con miliardi sbloccati dalle sanzioni allentate, rende la guerra più probabile. C’è qualcuno che crede davvero che inondare di armi e denaro una teocrazia estremista ne frenerà le brame aggressive?”.

Netanyahu ha mostrato il libro della Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei pubblicato a pochi giorni dall’annuncio dell’accordo sul nucleare: “Una tirata di 400 pagine che illustra in dettaglio il suo piano per distruggere lo stato di Israele.
Il mese scorso – ha proseguito Netanyahu – Khamenei ha chiarito le sue intenzioni genocide. Davanti al massimo organo clericale iraniano, l’assemblea degli esperti, ha parlato di Israele, dove vivono più di sei milioni di ebrei, e ha promesso che, cito testualmente, ‘entro 25 anni non ci sarà più nessun Israele’. Settant’anni dopo l’assassinio di sei milioni di ebrei, i governanti iraniani promettono di distruggere il mio paese, di assassinare la mia gente. E la risposta di questo organismo, la risposta della quasi totalità dei governi qui rappresentati è stata uno zero assoluto, un totale silenzio. Un silenzio assordante”.

A questo punto Netanyahu è rimasto in silenzio per quasi 45 secondi, scrutando severo la platea impietrita.

Ha poi riperso: “Forse ora riuscite a capire perché Israele non partecipa alle vostre celebrazioni per questo accordo. Se i governanti iraniani si adoperassero per distruggere i vostri paesi, forse sareste meno entusiasti di questo accordo.
Se i lacchè del terrore iraniano sparassero migliaia di razzi contro le vostre città, forse i vostri elogi sarebbero più misurati. E se questo accordo scatenasse una corsa agli armamenti nucleari nel vostro quartiere, forse sareste più riluttanti a festeggiare”.
“Ecco dunque il mio messaggio ai governanti iraniani – ha continuato Netanyahu – i vostri piani per distruggere Israele falliranno, Israele non permetterà ad alcuna forza al mondo di minacciare il suo futuro.
Ed ecco il mio messaggio a tutti i paesi qui rappresentati: qualunque risoluzione adottiate, qualunque decisione venga presa nelle vostre capitali, Israele farà tutto ciò che deve fare per difendere il nostro stato e per difendere la nostra gente.
I giorni in cui il popolo ebraico rimane passivo di fronte a nemici genocidi sono finiti per sempre”.

Più avanti nel discorso, Netanyahu ha affrontato il gelo nei colloqui con i palestinesi e la situazione al Monte del Tempio di Gerusalemme, ribadendo a chiare lettere l’impegno di Israele per una soluzione a base di due stati.
“Gli israeliani conoscono il prezzo della guerra – ha detto – Io conosco il prezzo della guerra.
Sono stato quasi ucciso in battaglia.
Ho perso molti amici.
Ho perso il mio amato fratello Yoni.
Sono pronto ad avviare subito negoziati di pace diretti con l’Autorità Palestinese senza precondizioni di sorta.
Purtroppo, il presidente Abu Mazen ha ribadito ieri che non è disposto a farlo.
Mi auguro che cambia idea, perché io resto impegnato per una prospettiva di due stati per due popoli, con uno stato palestinese smilitarizzato che riconosca lo stato ebraico d’Israele”.

“Il processo di pace è iniziato più di due decenni – ha aggiunto – ma nonostante gli sforzi di sei primi ministri israeliani, Rabin, Peres, Barak, Sharon, Olmert e il sottoscritto, i palestinesi continuano a rifiutarsi di arrivare a una pace finale con Israele e porre fine al conflitto.
Avete sentito l’intransigente rifiuto dei palestinesi ripetuto ancora una volta proprio qui, ieri, dal presidente Abu Mazen. Come può Israele fare la pace con un partner palestinese che si rifiuta persino di sedersi al tavolo dei negoziati?”.
Netanyahu ha poi chiesto ad Abu Mazen di “smetterla di diffondere menzogne” circa il Monte del Tempio, dove Israele è impegnato a preservare lo status quo, e di pronunciarsi piuttosto “contro gli attivisti che introducono esplosivi nella moschea di al-Aqsa e cercano di impedire a ebrei e cristiani di visitare il luogo sacro”. “In una regione afflitta da violenze e intolleranze inimmaginabili – ha continuato Netanyahu – in cui fanatici islamisti stanno distruggendo gli antichi tesori della civiltà, Israele spicca come un faro di civiltà e tolleranza.
Lungi dal mettere in pericolo i luoghi sacri, è Israele che garantisce la loro sicurezza”.

Netanyahu ha anche attaccato le Nazioni Unite per il loro pregiudizio contro Israele.
“Le Nazioni Unite – ha detto – dovrebbero finalmente liberarsi dell’ossessivo dare addosso a Israele.
In quattro anni di orribili massacri in Siria, hanno perso la vita più di 250mila persone: sono dieci volte di più del totale di israeliani e palestinesi che hanno perso la vita in un secolo di conflitto tra di noi.
Eppure l’anno scorso questa Assemblea ha approvato 20 risoluzioni contro Israele e una sola sulla carneficina in Siria.
Contatele: venti! A proposito di sproporzione”.

Netanyahu ha concluso parlando dei valori che caratterizzano Israele.
“Valori – ha detto – che sono in mostra ogni giorno: quando il vivace parlamento israeliano dibatte con vigore ogni questione alla luce del sole; quando il presidente della Corte Suprema siede sul suo scranno fiero della sua indipendenza; quando la nostra comunità cristiana continua a crescere e prosperare di anno in anno, mentre le comunità cristiane vengono decimate in altre parti del Medio Oriente; quando una giovane e brillante studentessa musulmana israeliana discute la sua tesi col massimo dei voti in una delle nostre migliori università; quando medici e paramedici israeliani, dell’esercito israeliano, curano migliaia di feriti dai campi di morte siriani e dalle calamità naturali ad Haiti e in Nepal.
In Medio Oriente questi valori sono sotto attacco feroce da parte di militanti islamisti che stanno costringendo milioni di persone terrorizzate a fuggire verso terre lontane. Israele, a una dozzina di chilometri dall’ISIS, a poche centinaia di metri dai succedanei assassini dell’Iran, sta sulla breccia, con orgoglio e coraggio, a difendere la libertà e il progresso.
Israele è in prima linea nella battaglia della civiltà contro la barbarie”.
“State a fianco di Israele – ha concluso Netanyahu – perché Israele non difende solo se stesso. Difende anche voi”.

(Da: Times of Israel, Jerusalem Post, Jerusalemonline, MFA, 1.10.15)

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