CINA : Allarme Rosso Smog – richieste misure extreme

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L’inquinamento atmosferico in Cina sta uccidendo 4.000 persone al giorno.
È quanto emerge da uno studio di Berkeley Earth e pubblicato sul giornale on-line PLoS ONE dalla Public Library of Science.

Gli scienziati attribuiscono la responsabilità dei decessi alle emissioni delle centrali a carbone e in particolare alle minuscole particelle note come PM2,5 che possono scatenare attacchi di cuore, ictus, cancro ai polmoni e asma e che – secondo lo studio di Berkeley Earth – uccidono silenziosamente 1,6 milioni di persone all’anno, il 17% del livello di mortalità della Cina.

 

La concentrazione di polveri sottili PM 2,5 in Cina. Rosso: zone malsane; Arancione: malsane per alcuni gruppi di persone più sensibili; Giallo: inquinamento medio; Verde: condizioni buone. | BERKELEY EARTH
La concentrazione di polveri sottili PM 2,5 in Cina. Rosso: zone malsane; Arancione: malsane per alcuni gruppi di persone più sensibili; Giallo: inquinamento medio; Verde: condizioni buone. | BERKELEY EARTH

L’allarme rosso il più grave della scala di quattro livelli stabilita dalle autorità della capitale.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il livello massimo sopportabile dall’organismo umano è di 25 PM2,5, per metro cubo oggi alle 18 ora locale a Pechino era di 256.

L’allarme rosso rimarrà in vigore fino alle 12 locali di giovedì prossimo e comporta l’entrata in vigore di una serie di misure straordinarie volte a ridurre il livello di inquinamento dell’aria.

Tra queste, un tetto alle emissioni da parte delle industrie; la chiusura degli asili; il divieto a tutti gli allievi di effettuare attività all’esterno degli edifici scolastici e ai lavoratori che svolgono professioni all’aria aperta; la circolazione alle auto sarà limitata in base al numero pari o dispari della targa e del numero della propria patente (e la stessa regola sarà applicata al 30% delle auto governative).

Cina, inquinamento raggiunge livello critico a Pechino
Il codice rosso sembra per molti una conquista: già la scorsa settimana i livelli di allerta erano stati superati, ciononostante si era mantenuto il codice arancione.

Da più parti si contesta infatti la scarsa volontà da parte di Pechino di fare fronte in modo risoluto e decisivo al problema del forte inquinamento, causato dall’iperattivo comparto industriale e dall’elevato numero di abitanti nel paese, che comporta una consistente quantità di autoveicoli su strada.

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