DAMASCO : Scene apocalittiche dai sobborghi cancellati dagli scontri violenti

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Il quartiere Jobar di Damasco è l’epicentro di alcune dei più feroci combattimenti in Siria con i ribelli islamici che rifiutano di rinunciare al loro unica roccaforte.
Una volta densamente popolata, l’area è stata ora completamente cancellata.

La maggior parte della popolazione presente pre-conflitto ha lasciato il quartiere in mano ai ribelli di Jobar nel sobborgo orientale di Ghouta a Damasco, mentre i combattimenti tra l’esercito ed i gruppi ribelli siriani hanno devastato il quartiere negli ultimi anni.

Prima che il conflitto in Siria fosse scoppiato nel 2011, il quartiere era la patria di circa 300.000 abitanti, la maggior parte dei quali erano musulmani sunniti.
Il borgo conteneva una serie di monumenti antichi, in particolare la Sinagoga Verde, la più antica sinagoga ebraica nel mondo.
Conteneva anche la Grande Moschea Jobar, oltre alla tomba del profeta Elia. Jobar ospitava anche antiche terme che sono state costruite durante il periodo ottomano.

Ora completamente distrutta, come si può vedere in esclusiva dalle riprese di repertorio di RT, Jobar è solo una delle tante testimonianze della brutalità in corso e delle sofferenze dei civili durante la guerra siriana.
I ribelli che stanno rintanati in Jobar e in movimento attraverso tunnel sotterranei non appartengono ad un singolo gruppo- come riportato dalle dichiarazioni dell’esercito siriano.

Le strade e anche singole case sono controllate da gruppi diversi, gruppi islamici di vari gusti.
Scacciarli è un compito molto arduo visto gli spazi angusti e molte volte inaccessibili .

L’area ha una grande importanza strategica in quanto si trova vicino alla rotonda della piazza Abbasid che porta al centro di Damasco.

Controllo di Jobar garantisce anche la strada principale che conduce al sobborgo orientale Ghouta in mano ai ribelli di Damasco.

L’esercito siriano ha tentato più volte di riprendere Jobar, l’ultimo sforzo è stato fatto nel mese di ottobre.
L’area è stata al centro di pesanti bombardamenti aerei da parte delle forze governative mentre l’esercito cercava di garantire pienamente la sicurezza nella zona.

Ciò che complica ancora di più la situazione è la vasta rete di tunnel sotterranei utilizzati dai ribelli che si estendono centinaia di chilometri nel sottosuolo. Scontri sporadici continuano anche all’interno del perimetro apparentemente protetto, mentre l’esercito cerca di tenerea distanza i ribelli dalla capitale.

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