“Abbiamo conosciuto la complessa realtà di Israele, uno stato davvero pluralista”

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L’esperienza di quattro giornalisti arabi ospiti in Israele (che chiedono tuttavia di mantenere l’anonimato)

Due dei giornalisti arabi in visita all’Univesrità di Haifa

Due dei giornalisti arabi in visita all’Università di Haifa

Il Ministero degli esteri israeliano ha ospitato una delegazione di giornalisti arabi che vivono e lavorano in Europa con lo scopo di offrire loro la possibilità di arricchire le proprie conoscenze ed eventualmente cambiare opinione su Israele.“La visita in Israele è stata emozionante e unica – ha detto G.M., un giornalista iracheno che vive in esilio in Germania – E’ un peccato che la maggior parte della gente nel mondo arabo sia ancora piena di odio cieco e di pregiudizi nei confronti di Israele”.

I quattro giornalisti, di origine irachena, siriana ed egiziana, scrivono dall’Europa per una serie di testate in lingua araba come Al-Sharq Al-Awsat, Sky News, BBC Arabic, Deutsche Welle Arabic e Kitabat. Tutti e quattro hanno chiesto che la loro identità non venisse rivelata perché, se si venisse a sapere che hanno visitato Israele, rischierebbero non solo il posto di lavoro ma anche la vita.

Il Dipartimento hasbara (pubbliche relazioni) del Ministero degli esteri israeliano ha notevolmente incrementato la sua attività verso il mondo di lingua araba con il lancio, fra l’altro, di una pagina Facebook in arabo che conta più di 750.000 follower, dove vengono pubblicati brevi video che hanno superato il milione di visualizzazioni, mentre lo stesso Dore Gold, direttore generale del Ministero degli esteri, ha dato diverse interviste a mass-media arabi.

Durante la loro permanenza in Israele i quattro giornalisti arabi hanno visitato, fra l’altro, lo Yad Vashem (il memoriale della Shoà a Gerusalemme), la Knesset (parlamento) e la Corte Suprema. Hanno anche fatto un tour di Gerusalemme dove si sono incontrati con parlamentari di vari partiti, diplomatici del Ministero degli esteri e giornalisti israeliani.

“Durante la visita – spiega Hassan Kaaba, il vice portavoce del Ministero degli esteri che ha accompagnato la delegazione – è stata presentata loro la complessa realtà della regione dal punto di vista di Israele, fornendo esempi concreti e immediati”.

“Ben venga questa nostra persa di contatto diretta con la realtà israeliana – dice uno dei giornalisti – Possiamo discutere di tante cose, compresa la questione palestinese, ma non dobbiamo mai cadere nella trappola dell’odio e dell’istigazione. Questa visita in Israele ha cambiato il modo in cui pensiamo a tutti voi”.

“La visita ci ha offerto una conoscenza approfondita dello stato di Israele – è il commento di un altro dei quattro giornalisti – Abbiamo incontrato i rappresentanti ufficiali, abbiamo parlato con ordinari israeliani per la strada e abbiamo imparato cose che prima non sapevamo. Abbiamo anche conosciuto la complessa struttura sociale, culturale, etnica e religiosa d’Israele e abbiamo visto come si tratti di uno stato davvero pluralista. Senza dubbio questo viaggio ci permetterà di trasmettere un’immagine diversa di Israele ai nostri lettori, e mi auguro che questo possa contribuire alla riconciliazione tra le nazioni”.

“Di tutte le delegazioni ospitate dal Ministero degli esteri, la delegazione dei giornalisti arabi è la più importante – ha affermato il portavoce del Ministero, Emmanuel Nahshon – Dal nostro punto di vista, il dialogo con il mondo arabo è una priorità assoluta e ci auguriamo che possano presto arrivare altre delegazioni di questo genere”.

(Da: YnetNews, 22.2.16)

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