Conseguenza Retrocessione isole Tiran e Sanafir

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Il Consiglio di Stato egiziano ha annullato ieri la cessione all’Arabia Saudita delle due isole di Tiran e Sanafir prevista dall’accordo tra i due paesi adottato il 9 aprile scorso, ma non ancora ratificato.

Questa sentenza è stata accolta positivamente da una larga fetta di popolazione ma il braccio di ferro con il governo egiziano potrebbe inasprirsi nelle prossime settimane.

Ci si chiede se questa decisione debba essere considerata come la prova dell’esistenza di una sovranità storica dell’Egitto sulle due isole.

Ibrahim Awad, professore all’Università americana del Cairo, sottolinea che la giustizia amministrativa ha fatto prova di indipendenza.

Al di là della decisione di annullamento, è chiaro che il processo è stato avviato nel modo sbagliato. Le autorità egiziane non avrebbero dovuto procedere così.

Ora, bisogna vedere su che basi riposa questa decisione.

C’è un dettaglio che dal punto di vista costituzionale rimane vago: la sentenza del Consiglio di Stato “annulla la firma del rappresentante del governo egiziano” ma si ignora se la giustizia si sia pronunciata sullo statuto di queste due isole e a chi appartengono quelle terre o se la decisione sia stata annullata per eccesso di potere.

Secondo Moustapha Labbad, direttore del Centro egiziano degli studi regionali Al-Sharq, questa decisione annulla un atto unilaterale del governo, totalmente illegittima perché non è stato sottoposto al Parlamento, ma soprattutto un accordo che spossessa del loro territorio.

Dall’accordo di delimitazione del 1906 tra l’Impero ottomano e la Gran Bretagna — che controllava l’Egitto — le isole di Tiran e Sanafir sono integrate nel territorio egiziano.

Queste isole non erano semplicemente amministrate dall’Egitto, ma esso ha sempre esercitato la sua sovranità su di esse. Non ci dovrebbero essere controversie a proposito.

Il governo egiziano farà appello, se questa decisione è confermata in ultima istanza, dispone di uno strumento per ovviarla?

Per Ibrahim Awad le autorità hanno già annunciato che si sarebbero rivolte alla Corte amministrativa suprema.

Qualsiasi sia la decisione finale, il governo egiziano dovrà rispettarla.

Ma questo processo, portato avanti in questo modo, rischia di esacerbare le tensioni.

Ci sono già voci che si levano per denunciare l’ostinazione delle autorità egiziane che avrà ricadute sulle relazioni tra l’Egitto e l’Arabia Saudita.

Secondo Moustapha Labbad, questa situazione è inedita, è la prima volta nella storia che le autorità egiziane si rivolgono alla Corte amministrativa suprema per cedere dei pezzi del loro territorio e difendere gli interessi di un altro Stato.

Ma quali saranno le ricadute di questa decisione sulle relazioni saudite-egiziane?

Ibrahim Awad sostiene che l’Arabia Saudita reclama la sovranità su queste due isole e se l’Egitto non è più in grado di piegarsi a questa richiesta, ci saranno inevitabilmente delle ripercussioni nefaste sulle relazioni bilaterali.

I sauditi hanno fatto sapere che chiederanno un arbitraggio internazionale e questo rischia quindi di far sorgere conflitti anche se non  dal punto di vista della cooperazione economica e politica.

Mustapha Labbad pensa che in questa faccenda la reazione dell’Arabia Saudita giochi un ruolo secondario e che se ci saranno tensioni, non avranno un grande impatto sulle relazioni storiche tra i due paesi.

Ma la problematica è che una parte dei manifestanti che hanno reclamato l’annullamento di un accordo giudicato non conforme agli interessi della nazione, sono stati arrestati e imprigionati.

Per gli egiziani questa decisione rimane illegittima e si rischia di assistere a una radicalizzazione della contestazione.

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