TURCHIA : Erdoğan minaccia i turchi e i suoi vicini

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La politica di Recep Tayyep Erdoğan non soddisfa né la Turchia né il mondo intero, mentre il presidente avanza nuove minacce.

Mentre le notizie dalla Turchia restano sotto il controllo governativo, il presidente continua a chiedere agli Stati Uniti l’espulsione dal paese del predicatore Fetüllah Gülen, accusato del tentato golpe del luglio scorso.

La Turchia sembra aver inviato a Washington le prove del suo coinvolgimento e attende una conferma da parte della magistratura americana.

Alcuni esperti però sostengono che la richiesta turca non verrà accolta dagli Stati Uniti e questo potrebbe incrinare i rapporti tra i due Paesi.

Quanto accaduto non ha impedito allo stesso Erdoğan di insistere nel tentativo di trasformare la Turchia in un paese presidenziale, concentrando tutti i poteri nelle mani dello stesso presidente.

A tale progetto si era opposto l’ex primo ministro, Ahmet Davotuğlu, a cui sono seguite le sue dimissioni, o probabilmente è stato costretto a lasciare il posto all’attuale successore, Binai Yildirim.

Quest’ultimo sembra, invece, essere in linea con il presidente e si annuncia la possibilità di un referendum in Turchia per decidere o no del passaggio ad un governo presidenziale.

Nel frattempo, continua la liquidazione di avversari al potere, che vede centinaia di leader dell’esercito turco e addetti militari rifugiarsi all’estero, mentre pubblici ministeri vengono licenziati o arrestati, in attesa di processo con l’accusa di aver preso parte al golpe.

Il numero dei magistrati arrestati raggiunge ora i 189.

Persino gli stranieri non sono riusciti a sfuggire all’ira del governo, e tra questi ricordiamo l’insegnante americana, Kesley Dean, accusata di intrattenere legami col gruppo islamico turco e il marito della nota scrittrice turca, Elif Shafak, Ayyub Kan, ricercato in Turchia con accuse piuttoste vaghe.

Per quanto concerne la Siria, Erdoğan muove verso la costruzione di un muro alto 911 km al confine turco-siriano, i cui lavori dovrebbero completarsi la prossima primavera, secondo quanto riferito dal ministro della Difesa, Fikri Işik.

La Turchia sta costruendo un muro lungo i 900 chilometri del confine con la Siria

La costruzione di un muro lungo il confine ha l’obiettivo di arrestare il flusso migratorio e il passaggio degli estremisti islamici, ma anche rendere più difficili i contatti tra il Pkk e i miliziani curdi dell’Ypg in Siria.

“La costruzione sarà ultimata in cinque mesi” hanno detto fonti governative al quotidiano Hurriyet, precisando tuttavia che in inverno a causa delle condizioni climatiche potrebbero esserci dei rallentamenti.

La prima parte dell’opera, di oltre 200 chilometri, è stata ultimata proprio nelle ultime settimane. Interessa la zona dell’Hatay, soprattutto i territori nei dintorni di Reyhanli, uno dei distretti dove il flusso migratorio, a partire dal 2011 è stato più forte.

Le autorità si sono rifiutate di diffondere le stime sul costo dell’opera. Ma secondo il quotidiano Hurriyet, il muro e la strada a fianco per permettere il pattugliamento ai militari e le torri di guardia costeranno circa 2 miliardi di lire turche, circa 750 milioni di euro.

 L’opera sarà supervisionata dal Toki, l’Agenzia per la pianificazione edilizia e sarà costituita da blocchi di cemento alti tre metri e spessi due.

E questo non ha impedito al presidente di penetrare in Siria ed annunciare la creazione di una zona cuscinetto per accogliere i rifugiati siriani presenti sul territorio turco.

A tutto si aggiunge la presenza di alcune forze turche a Mosul, e precisamente a Bashiqa, il cui compito principale consiste nell’addestrare iracheni sunniti e turcomanni nella lotta contro Daesh (ISIS).

In altre parole, la politica di Erdoğan non soddisfa nessuno nella regione e nel mondo intero; nonostante ciò, il governo non tenta di cambiarla, anzi minaccia i media globali per la posizione presa contro il paese, accusando il predicatore Gülen di essere a capo della guerra mediatica contro la Turchia.

Ma quanti crederebbero alle tendenze manipolatrici di un anziano predicatore rifugiatosi in Pennsylvania, mentre le parole del presidente Erdoğan annunciano una possibile terza guerra mondiale, in seguito all’alleanza tra Stati Uniti e Russia circa la questione siriana?

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