Fatah come Hamas: Israele non ha diritto di esistere

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Alto esponente del movimento di Abu Mazen: “A tutt’oggi Fatah non riconosce Israele”

Tra il movimento islamista palestinese Hamas, che controlla la striscia di Gaza, e il movimento Fatah, che fa capo ad Abu Mazen e controlla l’Autorità Palestinese in Cisgiordania, è in corso da anni un durissimo scontro di potere.

Ma quando si tratta di Israele, lo stato nazionale del popolo ebraico indipendente e sovrano su una parte della storica Terra d’Israele o Palestina, Fatah e Hamas vanno d’accordo: per loro, Israele non ha diritto di esistere.

E non lo nascondono. Hamas lo ha appena ribadito in un documento politico che, sul punto, più chiaro non potrebbe essere.

Ma poche settimane prima, parlando alla tv ufficiale dell’Autorità Palestinese, Muhammad Shtayyeh, membro del Comitato Centrale di Fatah e suo Commissario al Tesoro e all’Economia, si è espresso con altrettanta chiarezza:

“Il movimento Fatah non ha mai chiesto che Hamas riconoscesse Israele. A tutt’oggi Fatah non riconosce Israele. Il tema del riconoscimento di Israele non è mai stato sollevato in nessun congresso di Fatah”. (TV ufficiale dell’Autorità Palestinese, 26 marzo 2017)

Clicca per vedere il video, sottotitolato in inglese da Palestinian Media Watch

D’altronde, lo stesso presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha dichiarato qualche anno fa alla TV palestinese : “In breve, non c’è disaccordo tra noi [Fatah e Hamas]. Sulla fede? Nessun disaccordo. Sulla politica? Nessun disaccordo. Sulla resistenza armata? Nessun disaccordo”.

 

Mahmoud Al-Habbash, consigliere di Abu Mazen e capo dei tribunali islamici palestinesi, ha dichiarato al quotidiano ufficiale dell’Autorità Palestinese Al-Hayat Al-Jadida: “Secondo la legge islamica della sharia, l’intera terra della Palestina è waqf [inalienabile patrimonio religioso islamico] ed è terra benedetta ed è proibito venderne, cederne la proprietà o facilitarne l’occupazione anche di un solo millimetro”. (Al-Hayat Al-Jadida, 22 ottobre 2014).

Il concetto è stato ribadito l’anno scorso da Najeh Bakirat, capo dell’Accademia Al-Aqsa del Patrimonio e delle Antichità del Waqf, che ha dichiarato alla TV palestinese: “Ogni granello di terra in Palestina è nostro. Hebron è parte dello status della Palestina, poiché è parte integrante della terra palestinese, come è ai nostri occhi lo status di Nazareth, Haifa, Giaffa e Acco [città israeliane]. Ogni granello di terra in Palestina fa parte della benedetta Palestina e della santa Palestina che è waqf. Perciò è proibito abbandonare un solo granello del suo suolo”. (TV ufficiale dell’Autorità Palestinese, 11 giugno 2016).

Abu Mazen: “Abbiamo detto: noi non riconosceremo Israele come stato ebraico”

Dal Documento politico di Hamas diffuso lo scorso primo maggio:
“La Palestina è una terra il cui status è stato elevato dall’islam” (Preambolo).
“La Palestina è una terra araba islamica. È una terra sacra e benedetta che ha un posto speciale nel cuore di ogni arabo e di ogni musulmano” (paragrafo 3).
“La Palestina è al centro della Ummah araba e islamica e gode di uno status speciale” (paragrafo 7).
“L’istituzione di ‘Israele’ è totalmente illegale” (paragrafo 18).
“Non via sarà nessun riconoscimento della legittimità dell’entità sionista” (paragrafo 19).
“Hamas ritiene che nessuna parte della terra della Palestina possa essere ceduta o sottoposta a compromessi … Hamas rifiuta qualsiasi alternativa alla piena e completa liberazione della Palestina, dal fiume al mare” (paragrafo 20).

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