L’Iran ha attivamente foraggiato i violenti scontri sul Monte Tempio

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Lo rivelano alte fonti palestinesi citate da Israel HaYom

Pasti preconfezionati iraniani distribuiti durante i violenti scontri a Gerusalemme. La scritta dice: “Con l’aiuto di Allah, la Palestina sarà liberata! Gerusalemme è nostra”

I violenti scontri delle scorse settimane dentro e attorno alla spianta delle moschee sul Monte del Tempio di Gerusalemme sono stati in parte alimentati e foraggiati dal regime iraniano. Lo hanno rivelato fonti palestinesi citate martedì da Israel HaYom.

Gli scontri sono scoppiati dopo che le autorità israeliane avevano installato dei semplici metal detector davanti agli accessi al sito, in seguito al mortale attentato condotto lo scorso 14 luglio da tre terroristi che avevano ricevuto le armi all’interno della moschea di al-Aqsa. Israele ha rimosso i dispositivi dopo meno di due settimane.

Secondo le fonti palestinesi citate da Israel HaYom, durante le giornate di tumulti decine di migliaia di manifestanti musulmani hanno ricevuto pacchi preconfezionati di cibo e bevande, accompagnati ognuno da un volantino recante l’immagine della Cupola della Roccia, la bandiera palestinese e una celebre citazione attribuita all’ayatollah Ruhollah Khomeini, guida suprema della rivoluzione islamista iraniana del 1979: “Con l’aiuto di Allah, la Palestina sarà liberata! Gerusalemme è nostra”.

Secondo i mass-media palestinesi, responsabile della distribuzione dei pasti sarebbe un’organizzazione non governativa gestita da movimenti giovanili iraniani.

Anche siti di news in arabo affiliati al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno sostenuto che ci fossero ong iraniane dietro alla “fornitura di cibo agli eroi che combattono per la liberazione della assediata moschea di al-Aqsa, finché non sarà raggiunta la vittoria sull’occupante sionista”.

Immagine tratta da una pagina Twitter filo-Iran. Funzionario palestinese: “È del tutto evidente che dietro questi sforzi c’era il governo di Teheran: si tratta di un impegno per milioni di shekel” (clicca per ingrandire)

Tuttavia, un alto funzionario delle forze di sicurezza palestinesi ha dichiarato a Israel HaYom che uno sforzo logistico così imponente non poteva essere gestito e finanziato solo da un movimento giovanile.

“È del tutto evidente – ha detto il funzionario palestinese – che dietro questi sforzi c’era il governo di Teheran, coi suoi lunghi tentacoli.

Si tratta di un impegno per milioni di shekel e a quanto pare gli iraniani hanno trovato il modo di farli fruttare e di far arrivare ai palestinesi il messaggio che è l’Iran che si prende cura di loro.

Il volantino incluso in ogni pasto preconfezionato chiariva abbondantemente da dove proveniva l’aiuto”.

Un altro funzionario palestinese ha dichiarato a Israel HaYom che l’Autorità Palestinese ha saputo in anticipo del coinvolgimento iraniano, ma ha scelto di non informare Israele accampando il fatto che il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) aveva deciso di sospendere la cooperazione con Israele sulla sicurezza a causa della crisi al Monte del Tempio.

“Una cosa del genere non sarebbe potuta avvenire nelle aree sotto il controllo dell’Autorità Palestinese – ha aggiunto il funzionario – Non avremmo mai permesso all’Iran di stabilire una tale testa di ponte, perché sappiamo che si sarebbe ritorta contro di noi come un boomerang provocando reazioni da parte dei paesi arabi [sunniti].

Probabilmente gli iraniani hanno capito di poter lanciare questa iniziativa [a Gerusalemme] senza che le autorità israeliane si facessero troppe domande.

Abbiamo avuto notizia della loro intenzione di spendere una grande quantità di soldi nella distribuzione dei pasti, ma abbiamo ricevuto l’ordine di sospendere la cooperazione con Israele e abbiamo agito di conseguenza”.

L’ingerenza iraniana suscita molta preoccupazione nella dirigenza dell’Autorità Palestinese. “Agli iraniani non sfugge nulla – ha dichiarato un alto funzionario dell’ufficio di Abu Mazen – I loro tentacoli arrivano ovunque ed è un grosso errore lasciarli penetrare in questo modo”.

Il regime iraniano ha sempre invocato esplicitamente la distruzione di Israele e da tempo finanzia operazioni contro lo stato ebraico, per lo più attraverso la fornitura di armi e denaro a gruppi terroristici come Hamas (palestinesi) e Hezbollah (libanesi). D’altra parte, l’Iran non è l’unico ad alimentare le fiamme del conflitto. In precedenza Israel HaYom ha segnalato gli sforzi fatti dalla Turchia e la continua istigazione da parte di chierici musulmani israeliani.

(Da: Israel HaYom, Times of Israel, 1.8.17)

Eyal Zisser

Scrive Eyal Zisser: «A quanto pare, l’incendio dentro e attorno al complesso del Monte del Tempio è stato alimentato da forze esterne che non erano né palestinesi né arabe. Risulta infatti che l’Iran e la Turchia, ognuno a modo proprio, hanno fomentato gli scontri trasferendo denaro e aiuti a organizzazioni islamiste, anche all’interno di Israele, il cui unico scopo è aizzare le piazze arabe e palestinesi nella “difesa della moschea al-Aqsa” dalla presunta minaccia israeliana. La Turchia, che ha pieni rapporti diplomatici con Israele, non è la stessa cosa dell’Iran, che invoca ogni giorno l’eliminazione di Israele dalla carta geografica. Ma il risultato è lo stesso: il cinico tentativo di fomentare gli scontri sul Monte del Tempio in modo da guadagnare sostegno alle megalomani ambizioni di imporre influenza e controllo sulla sfera araba che si estende ad est dell’Iran e a sud della Turchia. Ma quelli che dovrebbero essere più preoccupati per questo crescente coinvolgimento di Turchia e Iran nei luoghi santi, e nelle faccende delle popolazioni araba-palestinese e israeliana, sono gli arabi stessi e soprattutto i palestinesi. Non è certo l’interesse dei palestinesi o degli arabi israeliani ciò che guida le politiche di Iran e Turchia, bensì gli interessi dei regimi al potere a Teheran e ad Ankara, a loro volta assai diversi da quelli che sarebbero i veri interessi dei loro sudditi. Come è accaduto già troppe volte nella storia palestinese, fallimento e sconfitta iniziano quando i palestinesi esitano a prendere decisioni nel proprio interesse e preferiscono affidare il loro destino a mani altrui. E’ esattamente ciò che accadde alla vigilia della guerra del 1948, quando gli stati arabi presero il comando e trascinarono i palestinesi in una drammatica sconfitta. Ed è quello che potrebbe accadere di nuovo se i palestinesi si lasceranno spingere da Iran e Turchia verso politiche che non servono i loro interessi. I palestinesi farebbero bene a ricordare che l’Iran è sempre stato prontissimo a combattere Israele fino all’ultimo libanese, o siriano, o palestinese, senza mai rischiare nemmeno un proprio soldato in un conflitto diretto con Israele.» (Da: Israel HaYom, 1.8.17)

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