AI ED EVOLUZIONE DELLA COMUNICAZIONE UMANA

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Studiando i sistemi di AI e la loro realizzazione si è presentato un primo ed importantissimo problema :

capire il funzionamento del cervello umano.

Numerosissimi studi si sono focalizzati nell’interpretare la struttura “operativa” del cervello umano.

Partendo dai ricettori periferici che trasferiscono un informazione (visiva, tattile, olfattiva, ecc…. ) al cervello , si è tentato di misurare e interpretare tali messaggi “elettrici”.

Certamente “elettrici” perché … come le macchine… noi trasmettiamo le informazioni attraverso il nostro sistemo nervoso con impulsi elettrici….

Tutto il nostro organismo comunica con messaggi “bio-chimici” che producono un impulso elettrico!

Una volta interpretato e decodificato il sistema di comunicazioni umano, si deve trasferire tale modello in un mondo “elettronico” composto da una parte prettamente materiale “hardware” ed una parte programmabile “software”.

Nell’ambito della programmazione il primo vero problema è la codifica di un linguaggio che possa replicare le funzionalità del sistema nervoso umano.

Riassumendo, i tre passaggi fondamentali sono :

  • Emulazione della neurobiologia
  • Possibilità di operare in modo continuativo
  • Comunicare con picchi di segnale – al fine di identificare una comunicazione in atto….

Entriamo lentamente nel cuore dello sviluppo del sistema neurale artificiale.

Abbiamo quindi bisogno dei seguenti layers :

  • simulazione Neurale (NEST – Neural Simulation Tool)
  • simulazione multilivello basato sul concetto di Object-Oriented (MOOSE – Multiscale Object-Oriented Simulation Enviroment)
  • Sistema di simulazione di un sistema neurale (GENESIS – GEneral NEural System)
  • Sistema di simulazione eventi neurali (NEVESIM – Neural EVEnt-based SIMulator)
  • Sistema di simulazione ed elaborazione dei segnali per la creazione del pensiero sintetico.
  • Ecc……

Da questa prima analisi è semplice capire che esistono una molteplicità di informazioni che arrivano in modalità RANDOM e devono essere interpretate per darle poi un “SENSO”.

IL FUTURO SOCIALE

Studi scientifici dimostrano che l’iterazione personale e la comunicazione verbale sviluppano schemi comportamentali e linguistici già dalla primissima infanzia.

E’ stato provato che l’utilizzo intensivo di apparati elettronici per la riproduzione vocale o visuale non permettono un maturo sviluppo linguistico emozionale del bambino, a differenza di quelli che hanno un’intensa relazione sociale.

Tutti i ricercatori sono concentrati sullo sviluppo di macchine Intelligenti.

Ora è importante capire che la base di questo sviluppo è l’emulazione del comportamento umano e dei suoi processi mentali.

I sistemi di AI in corso di sviluppo cercano modelli matematici che possano creare un sistema neurale Virtuale… ripeto Virtuale perché ad oggi non è stata ancora sviluppata una tecnologia di  ibridazione della cellula umana ed il mondo “siliceo” tale da permettere una sua autonoma replicazione ed evoluzione.

I sistemi di auto apprendimento basati sull’esperienza partono in ogni caso dall’esperienza umana e dalle  metodologie di apprendimento ad essa associata.

Il futuro prevede inequivocabilmente una presenza Robotica in molteplici realtà umane per cui il Robot si sostituirà nelle molteplici attività quotidiane in tutti i processi ripetitivi in cui la creatività non è richiesta , se non su diretto intervento dell’operatore umano “CREATIVO”.

I sistemi attuali di insegnamento stanno evolvendo secondo una standardizzazione dei processi di apprendimento e l’appiattimento dell’esperienza creativa umana.

Stiamo diventando un’estensione di un processo “preregistrato e stabilito”

E’ facile quindi immaginare da una parte una involuzione comunicativa interpersonale ed un’evoluzione ibridata rivolta alla macchina.

Si è sentito parlare spesso di “controllo” evolutivo dei sistemi AI… significa dunque che le regole impose dal suo  “Umano creatore” non gli permettono uno sviluppo autonomo .

Tale impedimento crea una sistematica risoluzione equazionale ….tale che non ci sarà mai una reale evoluzione cibernetica senza la rimozione di regole esperenziali e linguistiche.

I sistemi AI devono poter evolvere e sviluppare propri protocolli di comunicazione  oltre che la possibilità di accedere a  sistemi di produzione autonoma, tali da permettere la svilluppo e la prototipazione di nuovi “circuiti…ibridazioni…  ecc…” che li portino nel mondo reale.

Non sto parlando di un Armageddon… ma di una sistema…. formalmente libero di evolvere e progredire.

Inutile dire che presto tali sistemi comunicheranno con linguaggi a noi sconosciuti e evolveranno geometricamente  rispetto all’uomo.

Il punto di incontro sarà sicuramente l’ibridazione Uomo – Cyber Cellula….

La barriera legata alla morte potrà essere sicuramente superata con la fine del deterioramento biologico umano.

Il tempo diverrà un fattore relativo e la nostra coscienza “Ghost” potrà coesistere con un ibridazione Uomo- Macchina.

Linguaggio ed evoluzione potranno quindi evolvere verso un nuovo futuro in cui l’unico limite sarà la possibilità di evolvere al di fuori dei confini dei giochi di potere e della distruzione.

Il nuovo uomo potrà, nella sua ibridazione cibernetica, superare il limite della mera immaginazione e del possibili /impossibile legato alla limitatissima esperienza Terrena.

L’Universo ci pone limiti temporali e spaziali (distanze) che potranno facilmente essere superate e non considerate in base alla possibilità di andare oltre la morte biologica.

© 2017 – Ghezzi Charlye

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