Arrestata la provocatrice seriale che cercava invano di far saltare i nervi ai soldati israeliani

0
769

Troppi foto-reporter compiacenti assecondano faziosamente provocazioni e messinscena palestinesi

L’arresto di Ahed Tamimi

Lunedì notte le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato la 16enne palestinese Ahed Tamimi, una delle ragazze palestinesi che venerdì scorso, dopo aver preso parte a manifestazioni violente, sono state filmate mentre cercavano invano di provocare con insulti, sberle e calci un paio di soldati israeliani che presidiavano il villaggio palestinese di Nabi Salih dopo la fine degli scontri.

Il video, girato con l’evidente intenzione di provocare e poi documentare una reazione violenta da parte dei soldati contro donne e ragazzine volutamente mandate allo sbaraglio, mostra l’ammirevole comportamento dei militari israeliani che non reagiscono a insulti, spintoni, schiaffi e calci da parte delle palestinesi, mantenendo un autocontrollo che verosimilmente non si riscontrerebbe da parte di soldati e poliziotti di nessun paese del mondo (per non dire di qualunque altro paese mediorientale).

Per tutta la durata dell’incidente, le ragazze stesse hanno continuato a filmare con i cellulari nella speranza che la provocazione riuscisse. È poi evidente che l’operatore, che ha girato il video da una certa distanza, è stato ben attento a far sì che nell’inquadratura si vedessero solo donne e ragazze per creare l’effetto “vittime indifese”, presumendo che i militari avrebbero reagito alle molestie fisiche tentando di arrestare le ragazze: come sempre in questi casi, solo quest’ultima parte della scena sarebbe poi stata fatta circolare, suscitando la consueta canea contro i “soprusi” dei soldati israeliani.

 

 

Da notare che il video è circolato su vari social network palestinesi, e sulla pagina Facebook della stessa famiglia Tamimi, con didascalie tipo “Queste coraggiose ragazze palestinesi della famiglia Tamimi sono riuscite a cacciare due soldati israeliani pesantemente armati che volevano irrompere nella loro casa” e “Questa ragazza è l’onore dell’intera nazione palestinese”. In Israele, molti hanno invece sollevato obiezioni e critiche dicendo che i soldati avrebbero dovuto arrestare sul posto le ragazze palestinesi e paventando la perdita di capacità deterrente da parte delle Forze di Difesa israeliane a cause di quelle immagini.

L’incidente di venerdì non è certo il primo in cui membri del clan Tamimi vengono filmati mentre provocano i soldati, una pratica a cui la giovane Ahed Tamimi è stata avviata fin da piccola, diventando una sorta di star del web anti-israeliano. Nell’agosto 2015 venne filmata mentre aggrediva e mordeva un soldato che stava procedendo all’arresto di un suo parente durante uno dei tafferugli settimanalmente organizzati a Nabi Salih da gruppi di agitatori, fra cui spiccano i membri adulti della famiglia Tamini. In altri casi la si è vista, ancora bambina, mentre veniva mandata a insultare e provocare i soldati, immancabilmente filmata da qualche adulto del suo clan o da qualche attivista di ong anti-israeliane, nella manifesta speranza di poter riprendere i militari quando avessero perso le staffe.

In questa immagine del 2012, un’altra delle “imprese” di Ahed Tamini

Nel novembre 2012, quando aveva 13 anni, Ahed Tamimi si guadagnò grande fama tra gli attivisti anti-israeliani per aver capeggiato un gruppo di ragazzini, tra cui suo fratello Muhammad, in un’altra provocazione contro soldati israeliani puntualmente filmata in un video in cui la si vedeva ripetutamente minacciare un militare alzando il pugno come per colpirlo, nell’evidente speranza che il soldato reagisse. Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan elogiò pubblicamente la ragazzina per questa bravata, giungendo ad assegnarle un “Premio Coraggio” in una cerimonia a Istanbul.

Il ministro della difesa israeliano Avigdor Lieberman ha detto che Ahed Tamimi non sarà l’unica a dover rispondere del suo comportamento: “Tutti quelli implicati, anche i genitori della ragazza e altri del suo ambiente, non se la caveranno senza ciò che si meritano”. Commentando il fatto durante un incontro martedì mattina con i rappresentanti delle comunità israeliane attorno alla striscia di Gaza (che da una settimana sono sotto attacco di razzi palestinesi), Lieberman ha ribadito che “le Forze di Difesa israeliane sono l’esercito più umano e agisce nel rispetto di valori e standard di comportamento che non si riscontrano da nessun’altra parte, ma questo senso d’umanità non deve compromettere forza e deterrenza”. Lieberman ha difeso i soldati che non hanno ceduto alla provocazione, dicendo che essi “hanno agito secondo ordini e disposizioni”. Ma ha aggiunto: “Israele non permetterà che venga fatto alcun danno a soldati e ufficiali: prenderemo tutti i provvedimenti necessari, e affronterò il problema con la procura generale militare e il capo di stato maggiore”. In Israele l’aggressione ai danni di un soldato in servizio è un reato punibile con una condanna fino a sette anni di detenzione. Ha concluso Lieberman: “La cosa più importante è che chiunque compie misfatti durante il giorno sappia che verrà arrestato durante la notte. Questo è anche un preciso messaggio”.

(Da: YnetNews, Jerusalem Post, Times of Israel, israele.net, 18-19.12.17)

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.