In un moneta dell’ultimo anno della rivolta contro Roma, la prova che i ribelli ebrei erano ormai consapevoli dell’imminente disastro nazionale

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Recentemente scoperta negli scavi alla Città di David, la moneta venne coniata alla vigilia della distruzione del Secondo Tempio e porta la scritta “Per la redenzione di Sion”

La rara moneta del quarto anno della rivolta anti-romana (69 e.v.) trovata negli antichi canali di drenaggio di Gerusalemme

Una rara moneta di bronzo, risalente al quarto anno della rivolta ebraica del I secolo e.v., è stata recentemente scoperta nel corso degli scavi nel Parco Nazionale della Città di David, a Gerusalemme.

La moneta, testimonianza degli ultimi giorni della ribellione contro i Romani, venne coniata 1.949 anni fa, poco prima della distruzione del Secondo Tempio nell’anno 70, e per suggestiva combinazione è stata rinvenuta proprio alla vigilia del giorno 17 del mese di Tammuz, che nel calendario ebraico segna l’inizio delle tre settimane che commemorano la conquista di Gerusalemme da parte dei Romani e la distruzione del Tempio, culminando a Tisha B’av, considerato il giorno più triste del calendario ebraico (che quest’anno cade fra la sera del 21 e la sera del 22 luglio).

Risultati immagini per distruzione del Tempio, culminando a Tisha B’av

Nei primi anni della combattutissima ribellione, che durò dal 66 all’70 e.v., sulle monete erano iscritte in caratteri paleo-ebraici nel Primo Tempio le parole:

“Per la libertà di Sion”.

A testimonianza della decrescente fiducia dei ribelli nella vittoria, le monete coniate nel quarto anno della rivolta (69-70) portano incise le parole:

“Per la redenzione di Sion”.

“La differenza tra libertà e redenzione attesta il cambiamento che si verificò nell’animo dei ribelli e la realtà di quei giorni”, spiega l’archeologo israeliano Eli Shukron, che guida gli scavi nella Città di David.

“La libertà è una cosa immediata – sottolinea Reut Vilf, della City of David Foundation – mentre la redenzione è un processo proiettato nel futuro”.

Oltre alla scritta, la moneta presenta la raffigurazione di un calice, forse del tipo utilizzato dai sacerdoti nel Tempio. Sull’altra faccia, si riconoscono le quattro specie vegetali associate alla festa di pellegrinaggio di Sukkot (palma, mirto, cedro e salice) e le parole “anno quattro”, in riferimento all’ultimo anno della ribellione contro Roma.

L’altra faccia della moneta

La moneta è stata scoperta durante l’ispezione sistematica di una cesta di terra prelevata da un canale di scolo di 600 metri che scorre sotto Rehov Hagai, la principale strada percorsa dai pellegrini che salivano al Secondo Tempio.

E’ stata trovata durante la setacciatura a umido da parte di un volontario nell’ambito del Progetto “Setacciare il Monte del Tempio” (un’iniziativa volta a esplorare accuratamente l’enorme quantità di detriti che il Waqf musulmano ha illegalmente vuotato in discarica, senza nessuna supervisione archeologica, da quando nel 1999 ha iniziato a scavare sotto la spianata del Monte del Tempio per creare due nuove moschee).

Il canale di scolo, scoperto nel 2007, è il più grande del sistema idrico sotterraneo. Attualmente fa parte del Parco Nazionale della Città di David e si estende dal giardino archeologico dell’Arco di Robinson, sotto gli scavi dell’Ophel, fino a un’area appena a nord della vasca di Silwan (Siloe), vicino alla valle.

Secondo gli scritti di Yosef Ben Matityahu, lo storico ebreo Flavio Giuseppe, i Romani uccisero circa duemila ribelli che si nascondevano nei canali di drenaggio.

I ritrovamenti archeologici confermano l’affermazione di Giuseppe: nel sistema di canali sotterranei sono state scoperte lampade a olio e pentole da cucina integre (dunque non cadute, ma portate laggiù), monete e persino una spada romana dell’epoca.

In un punto particolarmente eloquente, i gradini di pietra della strada appaiono strappati dal loro posto dai soldati che guiardavano sotto alla ricerca dei ribelli.

Shukron suppone che i ribelli si fossero rifugiati nel sistema di canali durante gli ultimi giorni prima della caduta della città.

“È possibile che questa moneta si trovasse nelle tasche di un abitante di Gerusalemme che si nascondeva dai Romani nel labirinto sotterraneo – dice Shukron – oppure potrebbe essere caduta nel canale di drenaggio attraverso le crepe della strada lastricata mentre il proprietario della moneta percorreva le vie di Gerusalemme, duemila anni fa”.

I resti della strada a gradini che saliva dalla vasca di Siloe verso il Tempio. Sulla destra (chiuse da vetri), le aperture verso il canale di drenaggio sottostante, probabilmente aperte da soldati romani alla caccia dei ribelli ebrei

Nel marzo 2018 è stata resa pubblica la scoperta di un raro tesoro di monete di bronzo del secondo e quarto anno della rivolta ebraica, rinvenute negli scavi all’Ophel, recentemente ripresi.

Se è già difficile trovare singole monete del quarto anno, la scoperta del tesoro con decine di monete di bronzo, rinvenuto in una grotta appena a sud del Monte del Tempio dall’archeologa dell’Università di Gerusalemme Eilat Mazar, è assolutamente eccezionale. Mazar ha definito la grotta una vera e propria “capsula del tempo” della vita ebraica durante la rivolta.

Il fatto che i ribelli braccati dai Romani si nascosero nella grotta è corroborato da un certo numero di reperti del periodo del Secondo Tempio:

le monete del quarto anno, ma anche frammenti di vasi in terracotta, giare e pentole.

Fino ad oggi, la maggior parte delle monete della rivolta ebraica scoperte risalgono al secondo anno.

“La piccola quantità di monete coniate nel terzo anno, e la quasi completa mancanza di monete dal quarto anno – ha scritto Robert Deutsch nel suo The Coinage of the First Jewish Revolt against Rome, 66-73 C.E., pubblicato nel 2017 – indica che la maggior parte del paese venne riconquistata dall’esercito romano poco dopo l’inizio della rivolta”.

Secondo Deutsch, le monete di bronzo del secondo e del terzo anno della rivolta “sono relativamente abbondanti e risultano fabbricate in modo sbrigativo”.

Le monete del quarto anno, invece, “sono di qualità leggermente superiore”.

Un saggio pubblicato di recente sulla rivista Israel Numismatic Research, cita studi secondo i quali le monete di bronzo del quarto anno vennero coniate dal capo dei ribelli di Giudea, Simon Bar Giora (subentrato a Giovanni di Giscala), ma usate da tutti i ribelli.

“Le monete di bronzo che risalgono all’anno quattro sono state tutte trovate nelle vicinanze di Gerusalemme – si legge nell’articolo – Ciò concorda con la situazione storica, che a quel tempo vedeva gran parte del paese conquistata dai Romani e solo Gerusalemme ancora sotto il controllo dei ribelli”.

Appena più di cinquant’anni fa, dopo la guerra dei sei giorni del 1967, si svolgevano i primi scavi nella Gerusalemme riunificata, nei pressi dell’Arco di Robinson adiacente al Muro Occidentale (“del pianto”). Ed è lì che venne scoperto un grande tesoro di monete del quarto anno dal prof. Benjamin Mazar, nonno dell’archeologa Eilat Mazar.

(Da: Times of Israel, Israel HaYom, Ha’aretz, 1-2.7.18)

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