L’effetto paradossale della privazione del sonno sull’umore: l’aumento della connettività tra amigdala e ACC potrebbe essere la chiave

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La privazione del sonno è un fenomeno comune nella società moderna, che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. La mancanza di sonno può compromettere le funzioni cognitive, la memoria, l’attenzione e la regolazione emotiva.

Tuttavia, paradossalmente, la privazione del sonno può avere anche un effetto benefico sull’umore di alcuni individui, specialmente quelli che soffrono di depressione.

Questo effetto paradossale è stato attribuito ai cambiamenti nella connettività tra l’amigdala e la corteccia cingolata anteriore (ACC).

Cos’è il circuito amigdala-cingolo?

L’amigdala è una piccola struttura a forma di mandorla situata in profondità nel lobo temporale del cervello. È coinvolto nell’elaborazione degli stimoli emotivi, specialmente quelli legati alla paura, alla minaccia e allo stress. L’amigdala modula anche altre regioni del cervello coinvolte nella regolazione delle emozioni, come la corteccia prefrontale e la corteccia cingolata anteriore (ACC).

L’ACC è una parte del lobo frontale mediale che svolge un ruolo chiave nel controllo cognitivo, nel monitoraggio dei conflitti, nel rilevamento degli errori e nella regolazione emotiva. L’ACC interagisce anche con altre regioni del cervello coinvolte nella regolazione dell’umore, come il nesso dorsale (DN), che è una rete di regioni del cervello che mostrano un’attività anormale nella depressione.

Il circuito amigdala-cingolato è una connessione funzionale tra l’amigdala e l’ACC che riflette la loro attività coordinata durante l’elaborazione emotiva. Questo circuito è stato implicato in vari aspetti della regolazione dell’umore, come la resilienza, il coping e il recupero dalle emozioni negative.

In che modo la privazione del sonno influisce sul circuito amigdala-cingolato?

È noto che la privazione del sonno aumenta l’attività dell’amigdala e la reattività a stimoli emotivi negativi, come facce arrabbiate o immagini spiacevoli. Ciò suggerisce che la privazione del sonno compromette la capacità di regolare le emozioni negative e aumenta la vulnerabilità emotiva.

Tuttavia, la privazione del sonno può anche migliorare la connettività dell’amigdala all’ACC, che può riflettere un meccanismo adattivo per far fronte alle crescenti richieste emotive. Questa maggiore connettività può facilitare la regolazione emotiva aumentando il controllo cognitivo e la risoluzione dei conflitti.

Un recente studio di Chai et al. (2023) hanno studiato come la privazione del sonno influisce sulla connettività e sull’umore amigdala-cingolato sia negli adulti sani che nei pazienti con disturbo depressivo maggiore (MDD). Lo studio ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per misurare l’attività cerebrale in stato di riposo prima e dopo una notte di privazione totale del sonno (TSD) in un ambiente di laboratorio controllato.

Lo studio ha rilevato che il TSD ha aumentato l’umore negativo nei partecipanti sani, ma ha ridotto i sintomi depressivi nel 43% dei pazienti con disturbo depressivo maggiore. Lo studio ha anche scoperto che la TSD ha migliorato la connettività sia dell’amigdala che del DN nei partecipanti sani. Inoltre, una migliore connettività dell’amigdala all’ACC dopo il TSD è associata a un umore migliore nei partecipanti sani e agli effetti antidepressivi nei pazienti depressi.

Questi risultati suggeriscono che il circuito amigdala-cingolo svolge un ruolo chiave nella regolazione dell’umore sia nelle popolazioni sane che in quelle depresse e che il potenziamento di questo circuito può avere un potenziale terapeutico per la depressione.

Quali sono le implicazioni e i limiti dell’uso della privazione del sonno come trattamento per la depressione?

La privazione del sonno è stata utilizzata come intervento sperimentale per la depressione sin dagli anni ’70. È stato dimostrato che induce effetti antidepressivi rapidi e transitori in circa il 50% dei pazienti con MDD, in particolare quelli con caratteristiche malinconiche o bipolari. Tuttavia, i meccanismi alla base di questo effetto non sono ancora chiari e l’applicabilità clinica della privazione del sonno è limitata da diversi fattori.

In primo luogo, la privazione del sonno non è un’opzione terapeutica sostenibile o sicura, in quanto può causare gravi effetti negativi sulla salute fisica e mentale, come compromissione dell’immunità, del metabolismo, della cognizione, della memoria, dell’attenzione e della stabilità dell’umore. Inoltre, la privazione del sonno può scatenare episodi maniacali nei pazienti con disturbo bipolare o aumentare il rischio suicidario nei pazienti con depressione grave.

In secondo luogo, la privazione del sonno non è un trattamento specifico o selettivo per la depressione, poiché può colpire varie regioni del cervello e sistemi di neurotrasmettitori che non sono necessariamente correlati alla depressione. Ad esempio, la privazione del sonno può aumentare i livelli di dopamina nello striato, che può contribuire al suo effetto antidepressivo ma anche causare sintomi psicotici o comportamenti simili alla dipendenza.

In terzo luogo, la privazione del sonno non è un trattamento duraturo o affidabile per la depressione, poiché il suo effetto antidepressivo è solitamente di breve durata e annullato dal successivo sonno di recupero. Pertanto, la privazione del sonno deve essere combinata con altri trattamenti, come la farmacoterapia o la cronoterapia (cioè la manipolazione dei ritmi circadiani), per mantenere o potenziare il suo effetto.

Il nuovo studio….

Un recente studio pubblicato negli Atti della National Academy of Sciences (PNAS) fornisce ulteriori prove del ruolo della connettività amigdala-ACC nella regolazione dell’umore. In questo studio, i ricercatori hanno condotto scansioni di risonanza magnetica funzionale (fMRI) su adulti sani e pazienti con disturbo depressivo maggiore (MDD) prima e dopo una notte di privazione totale del sonno (TSD).

I risultati hanno mostrato che la TSD ha aumentato la connettività tra l’amigdala e l’ACC sia negli adulti sani che nei pazienti con MDD. Questo aumento della connettività è stato associato a un migliore umore in entrambi i gruppi. Nei pazienti con MDD, l’aumento della connettività è stato particolarmente pronunciato in coloro che hanno mostrato un significativo miglioramento dell’umore dopo il TSD.

Questi risultati suggeriscono che la connettività amigdala-ACC potrebbe essere un obiettivo chiave per lo sviluppo di nuovi trattamenti antidepressivi. Prendendo di mira questo circuito, potrebbe essere possibile indurre un rapido e duraturo miglioramento dell’umore nelle persone depresse.

Implicazioni per la ricerca futura

I risultati di questo studio hanno diverse implicazioni per la ricerca futura. In primo luogo, suggeriscono che il TSD potrebbe essere uno strumento utile per studiare i meccanismi neurali della regolazione dell’umore. In secondo luogo, suggeriscono che la connettività amigdala-ACC potrebbe essere un biomarcatore per prevedere chi potrebbe beneficiare del TSD come trattamento antidepressivo. In terzo luogo, suggeriscono che il targeting della connettività amigdala-ACC potrebbe essere un approccio promettente per lo sviluppo di nuovi trattamenti antidepressivi.

Limiti dello studio

Ci sono alcune limitazioni a questo studio che dovrebbero essere considerate. Innanzitutto, lo studio è stato condotto su un campione relativamente piccolo di partecipanti. In secondo luogo, lo studio ha esaminato solo gli effetti del TSD sull’umore a breve termine. È possibile che gli effetti del TSD sull’umore possano essere diversi a lungo termine.

Direzioni future

Gli studi futuri dovrebbero mirare a replicare i risultati di questo studio in un campione più ampio di partecipanti. Questi studi dovrebbero anche esaminare gli effetti del TSD sull’umore a lungo termine. Inoltre, studi futuri dovrebbero indagare gli effetti del TSD su altri aspetti della regolazione dell’umore, come l’ansia e lo stress.

Conclusione

I risultati di questo studio suggeriscono che la connettività amigdala-ACC è un obiettivo chiave per lo sviluppo di nuovi trattamenti antidepressivi. Prendendo di mira questo circuito, potrebbe essere possibile indurre un rapido e duraturo miglioramento dell’umore nelle persone depresse.

Riferimenti

  • Enhanced amygdala–cingulate connectivity associates with better mood in both healthy and depressive individuals after sleep deprivation: https://www.pnas.org/doi/10.1073/pnas.2214505120

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