Sanguinamento gastrointestinale nei pazienti COVID-19

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L’attuale pandemia di COVID-19 ha portato a un’ondata di ricerche volte a comprendere meglio le varie manifestazioni cliniche e complicazioni associate al virus.

Tra la vasta gamma di sintomi riportati nei pazienti affetti da COVID-19, i sintomi gastrointestinali (GI) sono emersi come una componente notevole.

In questa revisione sistematica, l’attenzione si concentra su un sottoinsieme specifico di sintomi gastrointestinali: sanguinamento gastrointestinale (GIB) nei pazienti COVID-19. Questa revisione sintetizza i risultati di 33 studi che hanno studiato collettivamente il rischio, la prevalenza, la gestione e gli esiti del GIB negli individui con COVID-19.

Prevalenza e fattori che influenzano il GIB

Gli studi inclusi in questa revisione hanno esaminato collettivamente una coorte sostanziale di 134.905 pazienti con COVID-19, tra i quali sono stati documentati 1.458 casi di GIB.

La prevalenza del GIB, tuttavia, ha mostrato variabilità tra gli studi, con stime che vanno da un minimo dello 0,47% a un massimo del 19%.

Sono stati identificati diversi fattori che influenzano la prevalenza di GIB nei pazienti COVID-19. In particolare, il GIB sembrava essere più comune negli individui con COVID-19 che stavano ricevendo un trattamento anticoagulante o che presentavano disturbi gastrointestinali. Al contrario, gli studi che hanno coinvolto campioni più ampi di pazienti COVID-19 senza apparente coinvolgimento gastrointestinale hanno riportato tassi di prevalenza più bassi, fino al 5%. Anche a questa soglia più bassa, il significato clinico della GIB rimane sostanziale, soprattutto se si considera la potenziale gravità di questa complicanza.

Risultati e implicazioni della meta-analisi

È stata condotta una meta-analisi per aggregare i dati disponibili sulla prevalenza di GIB nei pazienti con COVID-19, rivelando una prevalenza aggregata del 3,05%.

L’intervallo di confidenza per questa prevalenza variava da 2,58 a 3,52, con un livello di eterogeneità sorprendentemente elevato pari al 96%. Ciò indica che, sebbene la GIB non sia la complicanza più comune del COVID-19, il suo impatto è sufficientemente significativo da meritare un’attenta considerazione. Inoltre, la prevalenza di GIB è aumentata sostanzialmente al 6,2% tra i pazienti in trattamento anticoagulante o antipiastrinico.

Dato l’uso comune di tali trattamenti a causa della coagulopatia associata a COVID-19, qualsiasi sintomo indicativo di GIB nei pazienti trattati dovrebbe richiedere indagini e diagnosi differenziale.

Sfide nella diagnosi e nella gestione

L’approccio raccomandato per diagnosticare e gestire la GIB nei pazienti non-COVID-19 prevede l’endoscopia precoce, idealmente entro 24 ore dalla presentazione. Tuttavia, i pazienti affetti da COVID-19 pongono sfide uniche a causa della loro maggiore vulnerabilità alla polmonite e al rischio di trasmissione virale durante le procedure invasive.

Sebbene l’endoscopia rimanga uno strumento prezioso, la sua implementazione dovrebbe essere affrontata con cautela e in linea con i protocolli di controllo delle infezioni. Nei casi in cui l’endoscopia non è fattibile, possono essere presi in considerazione trattamenti conservativi come inibitori della pompa protonica, antibiotici, somatostatina e terlipressina, integrati da interventi come plasma fresco congelato, globuli rossi concentrati e fluidi per via endovenosa.

Procedure e trattamenti endoscopici

Tra i casi di GIB nei pazienti affetti da COVID-19, 286 sono stati sottoposti a procedure endoscopiche. Queste procedure prevedevano prevalentemente l’esofagogastroduodenoscopia a causa della prevalenza di sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore. Durante l’endoscopia sono state impiegate varie tecniche terapeutiche, tra cui soluzioni iniettabili, sostanze emostatiche, metodi meccanici, anelli elastici, nodi emostatici, meccanismi di sutura e cauterizzazione. Se questi metodi fallivano veniva preso in considerazione l’intervento chirurgico. Le percentuali di successo variavano in base alle caratteristiche del paziente e alle condizioni concomitanti.

Valori di laboratorio e risultati clinici alterati

I pazienti COVID-19 con GIB hanno dimostrato valori di laboratorio alterati, incluso un calo dei livelli di emoglobina, una conta piastrinica leggermente ridotta e livelli elevati di d-dimero. Questi cambiamenti riflettono una combinazione di sanguinamento, infezione da COVID-19 e trattamenti anticoagulanti. Gli esiti sulla mortalità nei pazienti COVID-19 con GIB erano spesso collegati alla gravità dell’infezione stessa, con solo una piccola percentuale di decessi direttamente attribuiti al GIB. Fattori come l’uso di corticosteroidi, anticoagulanti e comorbilità dei pazienti hanno contribuito alla complessa interazione tra la gravità del COVID-19 e la GIB.

Implicazioni cliniche e ricerca futura

Questa revisione sistematica sottolinea l’importanza di riconoscere il GIB come una complicanza potenziale e significativa nei pazienti COVID-19. Sebbene non sia la manifestazione più comune della malattia, la GIB riveste un significato clinico a causa della sua potenziale necessità di trattamento urgente e di esiti avversi.

La prevalenza della GIB è influenzata da fattori come il trattamento anticoagulante e si consiglia cautela nei pazienti COVID-19 che ricevono tali terapie. Sono necessarie ulteriori ricerche per esplorare la sicurezza degli interventi endoscopici nei pazienti con COVID-19 e per chiarire i meccanismi diretti alla base della GIB in questa popolazione. Mentre la pandemia continua ad evolversi, comprendere e gestire le diverse complicanze del COVID-19 rimane fondamentale per una cura ottimale del paziente.


link di riferimento: https://www.mdpi.com/1648-9144/59/8/1500

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