ISRAELE : Missili Sparati da GAZA – Analisi Situazione e Capacità Offensive

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Razzo di Gaza colpisce Israele, nessun ferito o danni
Le sirene anti missile hanno suonato in Israele : i residenti Sha’ar Hanegev sono corsi ai rifugi.

Le autorità dicono che non ci sono feriti o danni.

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Malgrado i tentativi di ripristinare un processo di tregua che porti ad una pace duratura tra Israele ed i Palestinesi, le forze di attacco interne a Gaza hanno ripreso a bombardare Israele con i razzi.

Le provocazioni porteranno sicuramente ad una serie di dure reazioni da parte delle forze di sicurezza Israeliane che non possono permettere che la popolazione israeliana possa morire per mano di azioni armate ostili.

Cerchiamo di capire le tipologie di armi a disposizione dei palestinesi e il loro raggio di azione.

 

Come è facile capire, i razzi possono raggiungere agevolmente anche Tel Aviv e infliggere gravi danni infrastrutturali.

roket hamas

Gli Israeliani hanno dalla loro parte il sistema di intercettazione antimissilistico IRON DOME

Il sistema Cupola di Ferro (in ebraico: כיפת ברזל, kipat barzel, Iron Dome in inglese) è un sistema d’arma mobile per la difesa antimissile sviluppato dalla RAFAEL, progettato per la difesa di punto e di piccole città, in grado di intercettare razzi a media velocità e proietti di artiglieria con traiettoria balistica.

Il sistema è dotato di un radar EL/M-2084 MMR della Elta e missili Tamir della RAFAEL.

Pensato come contromisura difensiva per la minaccia dei razzi Grad e Katjuša lanciati dalla Striscia di Gaza, dalla Siria, dal Libano o dalla penisola del Sinai contro le popolazioni di Israele vicine ai confini, è stato dichiarato operativo nel marzo 2011. 

Viene presentato come capace di intercettare minacce a corto raggio dai 3 ai 72 km in tutte le situazioni meteo.

Il sistema è stato progettato per contrastare i razzi balistici a corto raggio e i proiettili d’artiglieria da 155 mm con una gittata di circa 70 km. Secondo la RAFAEL, la Cupola di Ferro può operare di giorno e di notte, sotto condizioni meteo avverse, ed è in grado di rispondere a molteplici minacce simultaneamente.

La Cupola di Ferro ha tre componenti:

  • il radar “EL/M-2084 Multi-Mission Radar” per il rilevamento e inseguimento: costruito dalla ditta israeliana Elta;
  • il sistema di gestione (Battle Management & Weapon Control – BMC): costruito dalla israeliana mPrest Systems;
  • l’unità di fuoco dei missili: dispositivo mobile a rimorchio (ma anche simile a un container) che può contenere venti missili “Tamir”, l’intercettore vero e proprio, con sensori elettro-ottici, che cambia direzione grazie a otto impennaggi.

 

Il radar del sistema identifica il lancio del razzo, calcola la traiettoria, trasferisce quest’informazione al centro di controllo, dove in seguito utilizza quest’informazione per determinare il luogo d’impatto previsto.

Se il proiettile costituisce davvero una minaccia, il sistema spara un missile intercettore per provocare la detonazione del missile lontano dall’area d’impatto.

razzi contro israele raggio azione

Negli ultimi tempi i palestinesi sono riusciti ad entrare in possesso di missili Siriani M-302s che possono agevolmente superare i 150 km di raggio di azione costituendo un rischio aggiuntivo per Israele.

Missili M-302s

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I palestinesi hanno drammaticamente attaccato i territori Israeliani con un’escalation progressiva di mezzi e potenza di fuoco, fino alla “momentanea tregua” del 2014.

roket to inside Israel

I segnali che provengono dai vari tentativi di mediazione di una pace duratura…. non sono dei migliori , dato anche per certo il fatto che il perdurare delle azioni di aggressione armate contro inermi cittadini israeliani sta alimentando uno stato di terrore del tutto sterile per un reale processo di pace.

Purtroppo lo stesso Abu Mazen ha richiamato tutti i palestinesi ad un processo di Intifada per lo sterminio degli ebrei.

Lo stesso Abu Mazen tramite il suo ambasciatore Imad Nabil Jadaa , nel corso di una conferenza sulla pace fra israeliani e palestinesi tenutasi a Santiago del Cile presso la “Gran Logia” massonica lo scorso 15 maggio, ha negato l’esistenza di Israele.

Nato a Beirut, Jadaa rappresenta l’Autorità Palestinese in un paese che si è spesso schierato contro Israele sulla questione palestinese, al punto che ha richiamato il proprio ambasciatore da Israele durante la guerra della scorsa estate contro Hamas nella Striscia di Gaza.

Nel suo discorso, Jadaa ha anche sostenuto che gli ebrei non costituiscono un popolo distinto. “Circa l’odio che abbiamo contro il popolo ebraico – ha detto – innanzitutto noi palestinesi non abbiamo odio. In secondo luogo, non riconosciamo l’esistenza del popolo ebraico: non esiste un popolo ebraico. Non è una mia analisi personale. Possiamo fare riferimento al professore ebreo israeliano dell’Università di Tel Aviv, il dottor Shlomo Sand, e al suo libro L’invenzione del popolo ebraico: un ebreo con passaporto israeliano rende noto che la cosiddetta nazione ebraica è un’invenzione, perché una religione non può essere un popolo“.

Le dichiarazioni di Jadaa riflettono un’opinione assai diffusa in Medio Oriente, che riecheggiano spesso nella retorica degli esponenti palestinesi, dei capi iraniani e di altri esponenti religiosi e non religiosi.

 

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