USA – Guardian: candidati alla presidenza repubblicani vogliono la guerra con la Russia

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<> on August 6, 2015 in Cleveland, Ohio.

I candidati del partito repubblicano cercano di fare i “duri” e dichiarano che sono pronti ad abbattere gli aerei russi in Siria, scrive il columnista del Guardian Trevor Timm.

I candidati del partito repubblicano alla presidenza degli USA dichiarano apertamente che sono pronti a iniziare una guerra contro la Russia, scrive il columnista del Guardian Trevor Timm. Secondo il giornalista, ciò fa ormai parte della loro campagna elettorale.

Dichiarando che sono pronti ad abbattere gli aerei della Russia in Siria, i candidati repubblicani cercano di fare i “duri” e stanno facendo a gara per iniziare una terza guerra mondiale.

Trevor Timm fa questa conclusione dopo una serie di interventi dei candidati repubblicani durante la settimana scorsa, citando in particolare  Ben Carson che ha dichiarato che i caccia della Russia devono essere “indubbiamente abbattuti”, se entrano nella No-fly zone (zona d’interdizione al volo).

“Qualunque cosa succede dopo, ci penseremo noi”, ha aggiunto Carson, senza però precisare che cosa farebbe, se il “dopo” dovesse riguardare le migliaia di ordigni nucleari che la Russia ha nel suo arsenale, scrive il columnista.

“Ben Carson non esiterebbe…, ma i commenti di altri candidati non sono meno pericolosi”, — osserva Timm.

Per esempio, il senatore per lo stato della Carolina del Sud Lindsey Graham ha detto: abbatterei i suoi (di Putin) aerei, “senza esagerazione li abbatterei”.

Carly Fiorina ha dichiarato che gli USA “devono essere pronti” a usare la forza contro la Russia, se i suoi aerei sconfinano nella no-fly zone sopra la Siria.

Il governatore del New Jersey Chris Christie ha dichiarato letteralmente:

“Telefonerei a Putin e gli direi: senti, abbiamo deciso per una no-fly zone in Siria, allora tu non provocarmi”.

Anche Christie si è detto pronto ad abbattere gli aerei russi e ha fatto capire che non si fermerebbe neanche di fronte a una guerra vera e propria contro la Russia.

Secondo Trevor Timm, candidati più intelligenti hanno preferito non dimostrare tanta “follia”, hanno semplicemente definito Putin un “gangster”, come il senatore della Florida Marco Rubio, ma anche loro hanno parlato della chiusura dei cieli della Siria, riconoscendo però che ciò porterebbe alla tensione con la Russia.

La no-fly zone è stata invocata anche da Jeb Bush, il quale però due minuti dopo ha dichiarato che gli USA non devono essere il “gendarme del mondo”, scrive il columnista del quotidiano britannico.

Donald Trump, miliardario statunitense
© FLICKR.COM/ GAGE SKIDMORE
Donald Trump: “I raid russi sono una cosa positiva”

Altri candidati erano solidali con Donald Trump che ha esortato a sostenere l’operazione della Russia conro i combattenti islamici in Siria. Secondo Trevor Timm, anche l’approccio di Trump “è preoccupante”, ma sullo sfondo di quello che dicono gli altri pare ragionevole.

 

L’unico tra i repubblicani che ha dato una risposta razionale e logica, prosegue Trimm, è Rand Paul.

Il senatore del Kentacky ha detto che abbattere gli aerei della Russia è un’idea pericolosa, mentre il sostegno dei gruppi siriani legati ad Al-Qaida, a lungo andare, creerà agli USA problemi ancora maggiori.

Citando il giornalista Adam Johnson, Timm scrive che le no-fly zone non si organizzano con una “bacchetta magica”.

Questa decisione significa che deve essere completamente distrutto il sistema di difesa contraerea di un intero paese.

Ciò richiederebbe agli USA l’invio di decine di migliaia di truppe, miliardi di dollari e la necessità di condurre contemporaneamente due grandi guerre — contro ISIS e contro Bashar Assad.

Nel passato, praticamente in tutti i casi, dopo la proclamazione della no-fly zone iniziava un conflitto armato, in questa situazione prevedere i passi successivi è praticamente impossibile, osserva Trevor Timm.

Tuttavia il fatto che i candidati repubblicani stiano provando un “desiderio incontenibile di iniziare una guerra contro una delle più grandi potenze militari del mondo, che ha uno dei più grandi arsenali nucleari”, ha anche un aspetto positivo: finalmente i candidati stanno parlando delle conseguenze che la chiusura dei cieli della Siria potrebbe avere.

fonte : sputnik

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