ANALISI APPROFONDITA : Come gli attacchi di Parigi Aumentano la Minaccia Globale

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Se un terrorista ha in programma o considera un attacco è difficile che possa resistere alla tentazione di colpire ora, quando ogni attacco diventa parte di una storia più grande.
Gli attacchi coordinati a Parigi ed il sospetto attentato dello Stato Islamico ad un aereo di linea russo solleva il rischio che i sostenitori dello Stato Islamico negli Stati Uniti e altri paesi occidentali siano stimolati ad entrare in azione.
L’apertura di una nuova fase del terrore dello Stato Islamico (ISIS) comporterà anche una nuova ondata di reclute radicalizzate dallo Stato Islamico che  rapidamente accrescerà il suo potere mediatico e politico.

In primo luogo, vi è il rischio di attacchi “copycat”, da parte dello Stato Islamico e altri sostenitori terroristi islamici, compresi coloro che sono fedeli ad Al-Qaeda e vogliono dimostrare che il gruppo non è diventato un “fu – stato” nel mondo jihadista.
E’ difficile esprimere l’emozione che un aspirante jihadista si sentirà in due momenti rivoluzionari nella guerra contro l’Occidente  durante questo breve lasso di tempo.
In questo momento delicato, qualsiasi tipo di attacco, anche una semplice ripresa o tubo-bomba ha una sempre maggiore importanza.

Se un terrorista islamista sta progettando o considera un attacco, è difficile resistere alla tentazione di colpire ora.
Anche un attacco relativamente minore diventa parte di una storia più grande, piuttosto che essere dimenticato tra l’ondata di titoli di atti di violenza.
A livello egoistico, un jihadista vorrà attribuire il suo nome a questa storia drammatica.

In secondo luogo, ci sono quelli che si preoccuperanno di perdere la loro possibilità di colpire e guadagnare il loro biglietto per il paradiso morendo in jihad come un “martire”.
I sostenitori della Stato Islamico hanno ogni ragione di aspettarsi che i governi occidentali diventino sempre più aggressivi in rastrellamenti contro possibili terroristi. I  sostenitori dell’ ISIS  che credono di essere sul radar delle autorità potrebbero decidere di agire prima, invece di preparare pazientemente il loro complotto e rischiare di essere sventato.

Gli attacchi a Parigi e sul l’aereo di linea russo mostrano che la minaccia da parte dello Stato islamico è più grande che mai, e siamo entrati in un nuovo periodo in cui si sono spostati verso azioni più sofisticate tipo gli attacchi in stile Al Qaeda in Occidente.
Si sono impegnati in pre-pianificazione e distribuzione di squadre di operatori, invece di solo sperare di ispirare un sostenitore casuale a commettere violenza in modo indipendente.
Questo salto di qualità è un potente strumento di propaganda nell’arsenale dello Stato islamico.

La capacità dell’organizzazione di reclutamento è un aspetto di successo.
Nessuno vuole l’adesione ad un’organizzazione la cui storia recente è piena di perdite.

Inoltre, il successo è visto come l’approvazione di Allah; l’argomento vincente massimo in un dibattito teologico tra quelli che si dilettano nell’estremismo islamista.

La capacità dello Stato Islamico di entrare in modo eclatante sulla scena internazionale con la cattura di Mosul nel 2014 ha conseguito un ondata di reclute, questi attacchi gli hanno fatto anche guadagnare un’ondata di reclute che incoraggeranno i milioni di sostenitori dello Stato Islamico e che devono ancora prendere le armi agire finalmente sulle loro credenze.

E’ fondamentale che l’Occidente spinga indietro la conbincente narrativa dello Stato Islamico come una soluzione di successo a tutti i problemi del mondo.
E’ vitale affrontare il problema alla radice, non guerrafondaia, ma culturale e sociale.

Lo Stato Islamico in realtà non è totalmente propenso all’eclatanza mediatica, perché il successo molte volte si raggiunge conquistando silentemente le posizioni privilegiate, preparandosi poi per un attacco finale in cui il ‘presunto’ nemico non avrà la possibilità di reagire con successo.

Allora i progetti e le aspirazioni potranno essere coronate.

La sensazione della paura, le tensioni sociali ed i disordini di piazza servono essenzialmente ad accrescere l’odio verso lo Stato Islamico ed a promuovere azioni di distruzione sistematica verso tutti i territori conquistati.

C’è dunque una diatriba ‘basica’ nell’interpretazione delle politiche mediatiche dell’ISIS.

O c’è un progetto più ampio per attribuire solo e sistematicamente le azioni terroristiche verso un unico protagonista.

Le fazioni terroristiche in azione su tutti i territori internazionali sono molteplici ed ognuna ha un fine ed un inizio….territoriale, legato a burattinai diversi.

L’aggregazione delle azioni terroristiche verso un unico protagonista è totalmente sbagliata, utopistica, miope…… pretestuosa!

Con questo non si vuole giustificare nessuno, ma nemmeno far perdere di vista l’obiettivo essenziale, cioè contrastare le correnti terroristiche e tutti coloro che alimentano tali fazione…. e molte volte i burattinai sono manovrati dai loro padri… che tirano le fila dei loro figli intenti a raggiungere la chimera del potere.

Da dove vengono le armi……

Da dove vengono i soldi …..

Da dove vengono le tecnologie……

Chi li sta ospitando……

Potrei continuare all’infinito…. ma…

Tutti gli ‘illuminati’ hanno da sempre portato avanti la politica dell’ uguaglianza nei diritti e nella crescita del benessere sociale.

Una società contenta non cerca la guerra!

Una società accogliente ed umanamente vicina ai problemi di tutti può creare solo le fondamenta per la pace, in cui l’espressione religiosa e culturale rappresenta una delle miriadi di sfumature che accrescono i rapporti sociali e culturali.

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