L’emergere del ceppo B.1.1.529 della sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2 (SARS-CoV-2) in Sud Africa nel novembre 2021, successivamente designato come variante Omicron dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha segnato un momento critico sviluppo della pandemia in corso di COVID-19.
Questa variante, nota come Omicron BA.1, si distingueva per un numero senza precedenti di mutazioni, tra cui 30 sostituzioni di amminoacidi, sei delezioni e tre inserzioni nella proteina spike, che svolge un ruolo cruciale nell’attaccamento virale e nell’ingresso nelle cellule ospiti.
Queste estese mutazioni hanno sollevato preoccupazioni sulla trasmissibilità della variante e sulla sua capacità di causare infezioni rivoluzionarie negli individui vaccinati, portando alla sua classificazione come variante preoccupante (VOC).
Omicron si è diffuso rapidamente a livello globale nel 2022, soppiantando le precedenti varianti SARS-CoV-2 e ha dato origine a diversi sottolignaggi, tra cui BA.2, BA.5, BA.2.75 e XBB.1, ciascuno con mutazioni aggiuntive (Figura complementare S1 ).
Comprendere le dinamiche di trasmissione della SARS-CoV-2 è fondamentale nella gestione della pandemia. Il virus si diffonde principalmente attraverso la saliva, sia dei pazienti affetti da COVID-19 che dei portatori asintomatici, poiché infetta e si replica nelle ghiandole salivari e nella mucosa orale.
Le azioni respiratorie come parlare, starnutire e tossire possono disperdere la saliva carica di virus sotto forma di goccioline e aerosol, infettando potenzialmente le persone nelle immediate vicinanze.
Riconoscendo l’importanza di inattivare il virus nella saliva, i ricercatori hanno esplorato vari alimenti e ingredienti alimentari con potenziali proprietà antivirali. Precedenti studi hanno dimostrato l’efficacia del tè verde, del tè verde tostato, del tè oolong e del tè nero nel ridurre l’infettività SARS-CoV-2 in vitro.
In particolare, l’(-)-epigallocatechina gallato (EGCG), un composto della catechina del tè, ha mostrato una potente e rapida inattivazione del virus, risultati confermati da altri gruppi di ricerca.
Anche altri componenti del tè, come le teaflavine galloilate (TF3G, TF3’G e TFDG) e la teasinensina A (TSA) , hanno mostrato effetti simili interferendo con l’interazione tra la proteina virale del picco e ACE2, principalmente legandosi al recettore della proteina del picco dominio di legame (RBD).
In questo studio completo, abbiamo mirato a valutare l’efficacia di vari tè, catechine del tè e derivati della catechina nell’inattivare i ceppi della sottovariante Omicron di SARS-CoV-2. Inoltre, abbiamo studiato se la saliva di individui sani che consumavano caramelle infuse nel tè potesse inattivare Omicron BA.1 in vitro.
Metodi
Per esaminare la suscettibilità delle sottovarianti di Omicron agli ingredienti del tè, abbiamo condotto esperimenti in vitro coinvolgendo tè verde, tè verde Matcha, tè nero e una bevanda di tè verde in bottiglia. Abbiamo trattato il virus con queste sostanze e valutato la loro efficacia nell’inattivare i ceppi di Omicron, confrontandolo con il ceppo convenzionale di SARS-CoV-2.
Abbiamo anche valutato l’affinità di legame degli ingredienti del tè, in particolare del TFDG, con l’Omicron RBD della proteina spike utilizzando l’analisi del docking molecolare in silico. Questa analisi ci ha permesso di comprendere le interazioni molecolari tra i componenti del tè e le specifiche sostituzioni di aminoacidi all’interno dell’RBD di diverse sottovarianti di Omicron.
Inoltre, è stato condotto uno studio clinico per determinare il potenziale di inattivazione della saliva di volontari sani che consumavano caramelle infuse nel tè. Campioni di saliva sono stati raccolti a vari intervalli di tempo dopo il consumo di caramelle per valutare la persistenza dell’effetto inattivante.
Risultati
I nostri risultati hanno rivelato che tutte le sottovarianti di Omicron testate nel nostro studio venivano inattivate in modo efficiente se esposte al tè verde, al tè verde Matcha e al tè nero per soli 10 secondi. Ciò è in linea con la nostra precedente ricerca sul ceppo convenzionale SARS-CoV-2, suggerendo che gli ingredienti del tè mantengono le loro proprietà antivirali contro le varianti Omicron.
Tuttavia, la bevanda di tè verde in bottiglia ha mostrato diversi livelli di efficacia contro le diverse sottovarianti di Omicron, probabilmente a causa delle diverse concentrazioni di catechine e loro derivati rispetto al tè appena preparato.
Ciascuna sottovariante di Omicron ha mostrato una sensibilità distinta alle catechine del tè e alle teaflavine, probabilmente attribuibili alle diverse sostituzioni di aminoacidi nell’RBD della proteina spike in ciascuna sottovariante. In particolare, la sostituzione N460K sembrava influenzare il legame di EGCG alla proteina RBD della punta di Omicron.
Discussione
Il nostro studio fa luce sull’efficacia delle catechine del tè e dei loro derivati nell’inattivazione delle sottovarianti Omicron di SARS-CoV-2. È stato scoperto che le specifiche sostituzioni di aminoacidi all’interno degli RBD di Omicron influenzano in modo critico il legame di EGCG e TFDG, influenzando la suscettibilità di ciascuna sottovariante a questi composti.
Il nostro studio clinico ha dimostrato che la saliva di individui che hanno consumato caramelle infuse nel tè ha effettivamente inattivato Omicron BA.1 in vitro, in linea con risultati precedenti che mostravano il potenziale dei componenti del tè nel combattere la SARS-CoV-2 in presenza di saliva.
I risultati evidenziano le basi molecolari dell’utilità delle catechine del tè e dei loro derivati nel sopprimere la trasmissione di virus mutanti, che potrebbero rappresentare future minacce pandemiche. Questi risultati sottolineano l’importanza della ricerca continua sugli agenti antivirali naturali e sulle loro potenziali applicazioni nelle strategie di sanità pubblica per mitigare la diffusione delle varianti virali emergenti.
link di riferimento: https://www.nature.com/articles/s41598-023-43563-3#Sec10


















