Analisi comparativa dell’attaccamento agli animali domestici: i proprietari di cani si preoccupano più dei proprietari di gatti?

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Il legame tra gli esseri umani e i loro animali domestici è una relazione straordinaria e diversificata che porta gioia, compagnia e soddisfazione emotiva.

Tra i vari animali domestici con cui le persone scelgono di condividere la propria vita, cani e gatti si distinguono come i compagni più popolari e amati. In questo studio approfondito, approfondiamo le intricate dinamiche del possesso di animali domestici confrontando il grado in cui i proprietari di cani sono affezionati o si prendono cura dei loro cani con i sentimenti dei proprietari di gatti nei confronti dei loro amici felini.

Il rapporto tra gli esseri umani e i loro animali domestici è multiforme e comprende l’attaccamento emotivo e la volontà di investire risorse nel loro benessere. Questo studio adotta una prospettiva olistica su cosa significhi prendersi cura di un animale domestico, considerando sia la connessione emotiva che l’impegno finanziario assunto dai proprietari di animali domestici. Esploriamo l’ipotesi che la sincerità dei legami emotivi delle persone con i loro animali domestici dovrebbe riflettersi nella loro volontà di investire nel benessere dei propri animali domestici. Questo è il principio che motiva le persone a “mettere i propri soldi dove dicono”.

Articolo di letteratura

Per comprendere la profondità dell’attaccamento e della cura tra i proprietari di animali domestici, studi precedenti hanno utilizzato una varietà di scale e parametri. La Lexington Attack to Pets Scale (LAPS), che comprende affermazioni come “Credo che il mio animale domestico sia il mio migliore amico”, è stata utilizzata per misurare l’attaccamento emotivo. Alcuni studi precedenti che utilizzavano il LAPS avevano scoperto che i proprietari di cani tendevano ad ottenere punteggi più alti in termini di attaccamento rispetto ai proprietari di gatti (1, 2).

Inoltre, varie altre scale, tra cui la Family Bondedness Scale, MDORS e CORS, hanno prodotto risultati simili, con i proprietari di cani che mostrano costantemente un attaccamento più forte ai loro animali domestici (3, 4, 5).

Un altro aspetto significativo nella misurazione della cura degli animali domestici è la disponibilità a pagare per i servizi a beneficio degli animali domestici. Gli studi hanno esaminato le differenze nella ricerca di cure veterinarie, nella disponibilità a spendere in trattamenti salvavita e nell’utilizzo di vari servizi tra proprietari di cani e gatti. Ad esempio, uno studio ha rivelato che i gatti vengono portati dai veterinari meno frequentemente dei cani, anche in famiglie con entrambe le specie (7). Si è inoltre scoperto che i proprietari di cani erano più disposti a investire finanziariamente in trattamenti salvavita rispetto ai proprietari di gatti.

Inoltre, gli studi hanno esplorato il ruolo del tempo trascorso con gli animali domestici, dimostrando che i proprietari di cani in genere investono più tempo nei loro animali rispetto ai proprietari di gatti. Anche l’uso differenziale dei servizi veterinari, dei tassi di vaccinazione e delle cure preventive favorisce i cani. Questi risultati suggeriscono collettivamente che i proprietari si prendono più cura dei loro cani che dei loro gatti (7, 8, 9, 10).

Comprendere le disparità

Queste differenze nel grado di attaccamento e nella volontà di investire nella cura degli animali domestici sono state attribuite a vari fattori. Una spiegazione suggerisce che una maggiore interazione tra esseri umani e cani, come camminare e allenarsi, favorisce legami emotivi più forti (5). Inoltre, i proprietari percepiscono i cani come più affettuosi e divertenti con cui stare rispetto ai gatti (7). Mentre alcuni studi hanno scoperto che è più facile prendersi cura dei gatti, i cani evocano legami emotivi più forti, indicando che il comportamento gioca un ruolo vitale (4).

Anche la percezione di indipendenza nei gatti rispetto alla lealtà dei cani è stata esplorata come motivo di queste differenze. I cani sono spesso visti come più attaccati ai loro proprietari, portando gli esseri umani a considerarli come membri della famiglia, il che rafforza ulteriormente il legame (11).

È stato suggerito che il livello di controllo percepito che i proprietari hanno sui loro animali domestici influenza il loro attaccamento emotivo. Ciò suggerisce che le persone si preoccupano di più degli animali che possono controllare, il che è in linea con l’addestrabilità e la natura obbediente dei cani (9).

L’ipotesi del comportamento del cane contro il gatto

Kirk (9) propone che il comportamento degli animali domestici svolga un ruolo centrale nel determinare l’entità delle cure umane. Quando i cani mostrano un comportamento felino o viceversa, la valutazione è invertita. Questa ipotesi presuppone che la differenza nell’attaccamento umano ai cani e ai gatti sia principalmente determinata dal comportamento degli animali. Secondo questo punto di vista, gli esseri umani sono naturalmente inclini a rispondere al comportamento dei loro animali domestici.

L’ipotesi della cultura

Al contrario, una spiegazione alternativa presuppone che fattori culturali, storici e sociali influenzino il grado di cura che le persone esprimono per i propri animali domestici. L’ipotesi culturale suggerisce che il modo in cui cani e gatti vengono usati, ospitati e valutati varia da cultura a cultura, determinando disparità nell’attaccamento. Questa prospettiva suggerisce che le norme culturali e le contingenze storiche influenzano la profondità della cura che le persone mostrano nei confronti dei loro animali domestici.

Metodologia

Per determinare quale di queste ipotesi sia più credibile, questo studio ha raccolto dati da campioni rappresentativi di proprietari di cani e gatti in tre paesi europei: Austria, Danimarca e Regno Unito. Confrontando questi diversi campioni, lo studio mirava a valutare se le differenze nell’attaccamento agli animali domestici sono coerenti nei diversi paesi, supportando così l’ipotesi del comportamento del cane contro il gatto, o se le variazioni culturali svolgono un ruolo significativo, il che supporterebbe l’ipotesi della cultura.

I dati sono stati ottenuti attraverso uno studio basato su un questionario sulle aspettative di cure veterinarie tra i proprietari di animali domestici, concentrandosi sulla disponibilità di attrezzature veterinarie per la diagnosi e il trattamento. Questa nuova misura è stata inclusa perché presuppone che le persone che si aspettano cure veterinarie avanzate probabilmente si prenderanno più cura dei loro animali domestici. Inoltre, questa misura può essere influenzata dagli standard di pratica veterinaria nei rispettivi paesi degli intervistati.

Discussione

I risultati presentati in questo studio fanno luce sulla complessa relazione tra i proprietari di animali domestici e i loro cani e gatti in Austria, Danimarca e Regno Unito. Mentre la tendenza prevalente suggerisce che i proprietari generalmente mostrano un attaccamento e una cura più forti nei confronti dei cani rispetto ai gatti, lo studio rivela variazioni significative nel grado di attaccamento e cura in questi tre paesi europei.

Attaccamento e legame emotivo

In tutti e tre i paesi, i proprietari di cani hanno mostrato costantemente punteggi di attaccamento più elevati sulla Lexington Attack to Pets Scale (LAPS) rispetto ai proprietari di gatti. Questo risultato rafforza l’idea che i proprietari di cani tendono a formare legami emotivi più forti con i loro animali domestici. I risultati del LAPS sono in linea con studi precedenti, indicando che i proprietari di cani spesso percepiscono i loro animali domestici come migliori amici e mostrano un profondo senso di compagnia. Tuttavia, è fondamentale notare che, sebbene i punteggi LAPS favorissero i cani in tutti e tre i paesi, il grado di preferenza variava in modo significativo.

Nel Regno Unito, la differenza nell’attaccamento tra cani e gatti era relativamente piccola, con una leggera preferenza per i cani. In Austria la preferenza per i cani era più pronunciata, mentre in Danimarca la differenza era ancora più sostanziale. Questi risultati mettono in discussione l’idea che la varianza nell’attaccamento agli animali domestici sia attribuita esclusivamente ai diversi comportamenti esibiti da cani e gatti, come implicito nell’“ipotesi del comportamento del cane contro il gatto”.

Disponibilità a investire nella salute degli animali domestici

Nel valutare la disponibilità a pagare per trattamenti salvavita, i proprietari di cani in tutti e tre i paesi hanno espresso una maggiore disponibilità a investire in cure mediche per i loro animali domestici. Questo risultato implica che i proprietari sono più impegnati a salvare i propri cani da malattie gravi, anche se ciò comporta un impegno finanziario significativo. La preferenza per i cani rispetto ai gatti è stata costante su tutta la linea, riflettendo un più elevato grado di cura per i cani.

Tuttavia, è importante notare che lo studio ha osservato un quadro più contrastante nel valutare le aspettative dei proprietari riguardo alla disponibilità di attrezzature veterinarie per la diagnosi e il trattamento presso il loro studio o clinica veterinaria abituale. Solo la Danimarca ha mostrato una chiara differenza tra cane e gatto nelle aspettative dei proprietari, suggerendo che in Danimarca le aspettative di cure veterinarie più avanzate per i cani potrebbero essere più elevate che per i gatti.

Fattori culturali e sociali

Le differenze osservate tra i tre paesi mettono in discussione l’idea che le variazioni nell’attaccamento agli animali domestici possano essere attribuite esclusivamente alle differenze nel comportamento degli animali domestici, come proposto dall’“Ipotesi sul comportamento del cane contro il gatto”. I risultati, soprattutto in Danimarca e Regno Unito, supportano l’“ipotesi culturale”, che presuppone che i fattori culturali, storici e sociali svolgano un ruolo significativo nel modellare il grado di attaccamento tra gli esseri umani e i loro animali domestici.

Uno dei fattori culturali significativi che sembrano influenzare il grado di attaccamento è se i gatti vengono tenuti principalmente in casa o se è loro consentito l’accesso all’esterno. I risultati suggeriscono che nelle regioni in cui più gatti vengono tenuti in casa, aumenta il grado di cura e di attaccamento nei confronti dei gatti. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che i gatti che vivono in casa sono più vicini ai loro proprietari, più dipendenti e mostrano un comportamento più focalizzato sui loro proprietari.

Lo studio ha anche scoperto che la presenza di gatti in Danimarca, un paese con un forte patrimonio agricolo, può essere tenuta a distanza in termini di attaccamento emotivo. Negli ambienti rurali tradizionali, i cani e altri animali erano spesso compagni di lavoro, mentre i gatti erano più indipendenti e meno attaccati agli esseri umani. Questo contesto storico potrebbe continuare a influenzare gli atteggiamenti contemporanei nei confronti dei gatti.

Implicazioni per il settore veterinario e oltre

Le conoscenze acquisite da questo studio hanno implicazioni per varie parti interessate, tra cui il settore veterinario per piccoli animali, i settori commerciali e le organizzazioni non governative (ONG) coinvolte nel benessere degli animali domestici. I risultati evidenziano che il grado con cui i proprietari si prendono cura dei loro cani e gatti non è una caratteristica fissa o intrinseca degli animali stessi. Invece, è soggetto a cambiamento ed evoluzione man mano che cambiano gli stili di vita umani e le norme culturali.

Un aspetto cruciale di questa ricerca è che le misure di disponibilità a pagare per trattamenti salvavita sembrano essere indicatori robusti del livello di cura e di attaccamento che i proprietari hanno nei confronti dei loro animali domestici. Questa scoperta può informare i medici veterinari e gli assicuratori degli animali domestici, consentendo loro di soddisfare meglio le esigenze e le preferenze dei proprietari di animali domestici.

In conclusione, la complessità delle relazioni tra gli esseri umani e i loro animali domestici, in particolare cani e gatti, è influenzata da una miriade di fattori, tra cui l’attaccamento, il comportamento e il contesto culturale. I risultati dello studio incoraggiano una comprensione più profonda di queste dinamiche e il riconoscimento che le relazioni uomo-animale domestico non sono statiche ma continuano ad evolversi in risposta al cambiamento delle norme sociali e degli stili di vita. Questa intuizione può guidare la ricerca futura, le pratiche di cura degli animali domestici e le politiche pubbliche volte a promuovere il benessere degli animali da compagnia e dei loro proprietari.

Conclusione

La relazione tra i proprietari di animali domestici e i loro animali è influenzata da una miriade di fattori, tra cui l’attaccamento emotivo, il comportamento e le norme culturali. Questo studio mirava a far luce sulle apparenti disparità nell’attaccamento agli animali domestici tra proprietari di cani e gatti esaminando campioni rappresentativi in ​​diversi paesi europei.

I risultati preliminari di questo studio saranno determinanti nel determinare se l’ipotesi del comportamento del cane contro il gatto o l’ipotesi della cultura ha più peso. Se le differenze nell’attaccamento agli animali domestici persistessero tra questi diversi campioni, ciò darebbe supporto all’ipotesi comportamentale. Al contrario, se ci fossero variazioni nel livello di cura tra i paesi, ciò indicherebbe che i fattori culturali svolgono un ruolo significativo nel plasmare le relazioni uomo-animale domestico.

Il complesso legame tra gli esseri umani e i loro animali domestici rimane un campo di studio in evoluzione e comprendere i fattori che influenzano l’attaccamento e la cura è di importanza sia scientifica che pratica. La nostra speranza è che questa ricerca contribuisca a una più ampia comprensione del rapporto tra gli esseri umani e i loro compagni animali e fornisca informazioni sulle intricate dinamiche del possesso di animali domestici.


link di riferimento: https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fvets.2023.1237547/full

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