USA : SIRIA CAOS BUONI E CATTIVI

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Agli USA serve cambiare strategia contro ISIS.

Se così non fosse, i Paesi eurasiatici dovrebbero creare la propria coalizione con l’aiuto dell’Organizzazione di Shanghai per la cooperazione (SCO) e dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (CSTO) per contrastare il terrorismo in Siria, scrive l’analista statunitense Christina Lin.

Gli stessi alleati degli Stati Uniti nella lotta contro lo “Stato Islamico” “esportano la jihad”, scrive Christina Lin, analista della “John Hopkins University” ed ex dipendente del Dipartimento della Difesa.

Non è sorprendente che il jihadismo continua a diffondersi non solo in Siria, ma anche in Asia, dato che gli stessi Stati che hanno contribuito a portare alla ribalta ISIS sono ora schierati nella coalizione guidata dagli Stati Uniti contro questa organizzazione terroristica, osserva l’analista.

Citando l’esperto indiano di geopolitica Brahma Chellaney, Christina Lin definisce gli alleati di Washington “una coalizione di malvagi, travestiti da cavalieri in armature scintillanti.”

Secondo l’analista, riferendosi ai dati dei servizi segreti tedeschi, i ribelli siriani sostenuti da Arabia Saudita, Qatar e Turchia sono al 95% mercenari stranieri.

“Sembra che anche l’amministrazione Obama si sia unita al programma regionale di Doha, Ankara e Riyadh come forza mercenaria”, — osserva la Lin.

L’analista ritiene goffo il tentativo di distinguere tra jihadisti “radicali” “moderati”. Washington è apparsa confusa, cercando di separare i terroristi “buoni” dai “cattivi”, per il fatto che in ultima analisi condividono lo stesso obiettivo: istituire un califfato mondiale sotto la legge della Sharia: è stato un “colpo inaspettato” per gli Stati Uniti, ritiene la Lin.

Secondo l’analista, gli Stati Uniti dovrebbero cambiare la propria strategia e ad unirsi nella lotta contro ISIS con la Russia, la Cina e l’India.

“Altrimenti alle potenze eurasiatiche potrebbe toccare di iniziare a forgiare una propria coalizione con l’aiuto dell’Organizzazione di Shanghai per la cooperazione (SCO) e dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (CSTO) per contrastare il terrorismo in Siria,” — conclude Christina Lin.

 

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