ASEAN : L’Unione fa la forza, specialmente Economica

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Cerchiamo di capire che cosa è l’ASEAN e dove vuole arrivare.

Mentre il “mondo” litiga su chi ha la bomba atomica più grande ed i terroristi dilagano in Medio Oriente e conducono attentati in Occidente, una cerchia di stati e potenze mondiali si sta organizzando per creare un orticello felice.

Certo i piccoli conflitti “politici” non mancano, ma la finalizzazione degli obiettivi economici …. li conduce verso un processo di collaborazione e pace.

Alcune volte i disordini interni alle singole nazioni, come anche le spinte socio-politiche costringono i governanti ad estenuanti attività di contenimento sociale e inter-relazionale con i vicini, che cercano vie di tranquillità e non belligeranza.

Nessun Libero Mercato economicamente proficuo trae la sua linfa vitale dai conflitti.

Gli unici a fungere da ignobili vampiri sociali, sono tutti coloro che vendono armi e guerra!

La ASEAN (in inglese: Association of South-East Asian Nations; in italiano: Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico), è una organizzazione politica, economica e culturale di nazioni situate nel Sud-est asiatico.

È stata fondata nel 1967 con lo scopo principale di promuovere la cooperazione e l’assistenza reciproca fra gli stati membri per accelerare il progresso economico e aumentare la stabilità della regione.

Le nazioni che ne fanno parte si incontrano annualmente in un vertice nel mese di novembre.

L’ASEAN ha proposto la firma di un Trattato di Amicizia e Cooperazione con la maggior parte dei suoi stati vicini.

Uno dei non-firmatari è l’Australia.

Il Primo ministro australiano John Howard ha dichiarato in passato che l’Australia è disposta ad avviare un potente attacco preventivo nel caso dovesse trovarsi a salvaguardare la propria sicurezza, questa dichiarazione creò rumore da parte di diversi leader dell’ASEAN.

Come risultato, prima del vertice del 2004 nel Laos, i leader dell’ASEAN hanno più volte richiesto ad Australia e Nuova Zelanda di firmare il trattato.

L’Australia si rifiuta di cedere alla pressione, mentre la Nuova Zelanda sta considerando di firmare il trattato.

Tutti i membri originari dell’ASEAN firmarono il trattato durante il vertice di Bali del 1976. La Papua Nuova Guinea vi aderì nel 1989.

Cina e India firmarono nell’ottobre 2003, Giappone e Pakistan nel 2004.

Il trattato venne emendato nel1987 per comprendere nazioni al di fuori della regione.

Un ulteriore emendamento si ebbe nel 1998 per includere i nuovi membri dell’ASEAN.

Al meeting del 7 ottobre 2003, a Bali, i leader delle nazioni membro firmarono una dichiarazione conosciuta come II Accordo di Bali (Bali Concord II) in cui accettarono di perseguire una più stretta integrazione economica entro il 2020.

In base alla dichiarazione, “una comunità dell’ASEAN” verrà fondata su tre pilastri, “cooperazione politica e di sicurezza, cooperazione economica, e cooperazione socio-culturale… allo scopo di assicurare una pace durevole, stabilità e una prosperità condivisa nella regione.”

Il piano prevede una regione con una popolazione di 500 milioni di persone e un valore del commercio annuo pari a 720 miliardi di dollari.

Inoltre, nella regione verrà istituita un’area di libero scambio entro il 2020.

I leader dell’ASEAN discussero anche l’impostazione di una cooperazione sulla sicurezza, oltre a quella economica, anche se senza alcuna alleanza militare formale.

Nel corso dello stesso incontro, la Repubblica Popolare Cinese e l’ASEAN hanno inoltre concordato di lavorare più rapidamente in direzione di accordi mutui sul commercio, che creeranno il mercato più popoloso del mondo, con oltre 1,7 miliardi di consumatori.

Il Giappone ha firmato anch’esso un accordo per l’impegno a ridurre le barriere tariffarie e non-tariffarie con i membri dell’ASEAN.

La Cina ha firmato un accordo con l’ASEAN, il quale rafforza ulteriormente i legami commerciali tra l’ASEAN e la Cina.

Allo stesso tempo, Australia e Nuova Zelanda hanno iniziato i negoziati per un accordo sul libero scambio con l’ASEAN.

L’obiettivo dei negoziati è di ridurre le barriere commerciali per il 2016

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