ESTRATTO

Nel luglio 2025, l’Italia ha rimodellato il panorama strategico della difesa europea aggiudicandosi un contratto da 300 milioni di dollari con L3Harris Technologies per l’acquisizione di due velivoli EA-37B Compass Call, diventando la prima nazione non statunitense a utilizzare questa piattaforma all’avanguardia. Questa mossa non è stata un’acquisizione di routine, ma una manovra geopolitica attentamente calibrata che riassume la percezione della minaccia in evoluzione da parte dell’Italia, la sua aspirazione a una maggiore autonomia tecnologica e la sua crescente influenza all’interno del fianco meridionale della NATO, sempre più conteso. Più che un semplice acquisto militare, l’acquisizione dell’EA-37B riflette un profondo cambiamento nella dottrina di difesa italiana, nel calcolo economico e nella sua visione di un futuro in cui il dominio elettromagnetico diventa centrale per la guerra quanto lo era un tempo la superiorità terrestre, marittima e aerea.

Al centro di questa decisione c’è la centralità geografica dell’Italia nel Mediterraneo, un’area irta di minacce ibride che vanno dall’assertività navale russa nei pressi della Siria all’instabilità che si riversa dalla Libia e dal Sahel. Operando all’intersezione tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente, l’Italia è esposta in modo unico a rischi multiformi che le piattaforme convenzionali faticano a mitigare. L’EA-37B, sfruttando la tecnologia SABER (Small Adaptive Bank of Electronic Resources) di BAE Systems su una cellula Gulfstream G550 a lungo raggio, offre all’Italia una capacità trasformativa: la capacità di interrompere i sistemi C5ISRT avversari con precisione, furtività e resistenza. Con una quota operativa di 45.000 piedi e oltre 8.000 chilometri di gittata, il velivolo è progettato per una presenza persistente in ambienti contesi, eseguendo missioni da distanze di sicurezza che mitigano l’esposizione ai moderni sistemi anti-accesso/area di interdizione. Per molti versi, l’EA-37B è più un nodo di una strategia cyber-elettromagnetica aerea che un velivolo, in linea perfettamente con le priorità di pianificazione della difesa italiana per il 2022-2024 e con la richiesta della NATO di potenziare le operazioni congiunte in tutti i domini.

La metodologia alla base dell’approvvigionamento italiano riflette un approccio ibrido, che unisce l’efficienza commerciale con un’integrazione avanzata della difesa. Basando la piattaforma sul già collaudato Gulfstream G550, che l’Aeronautica Militare italiana utilizza per le sue varianti CAEW e JAMMS, la decisione sfrutta le infrastrutture logistiche e di addestramento esistenti, riducendo i costi operativi di circa il 15% e accelerando i tempi di dispiegamento. Inoltre, il processo di acquisizione stesso, autorizzato tramite un meccanismo di vendita militare estera statunitense del valore fino a 680 milioni di dollari, include elementi di missione critici come il Network Centric Collaborative Targeting, sistemi IFF avanzati e radio AN/ARC-210, garantendo all’EA-37B la possibilità di operare senza soluzione di continuità all’interno delle strutture di comando statunitensi e NATO. L’integrazione del velivolo con le flotte italiane di F-35 ed Eurofighter Typhoon ne amplifica ulteriormente il valore, creando un ecosistema di difesa stratificato in grado di fondere la sorveglianza passiva con il jamming attivo e la distribuzione di intelligence in tempo reale.

Da questo allineamento strategico emerge un netto vantaggio in termini di capacità per l’Italia. L’EA-37B non è semplicemente un sostituto di sistemi legacy come l’EC-130H, ma un salto generazionale. Alimentata da due motori Rolls-Royce BR700-710, la piattaforma combina velocità e quota con sistemi di missione software-defined che consentono una rapida riconfigurazione contro minacce in continua evoluzione. Questa adattabilità è fondamentale in un’epoca in cui gli avversari – dagli attori statali che implementano radar abilitati al 5G ai gruppi non statali che utilizzano droni di fascia consumer – possono cambiare tattica più rapidamente di quanto l’hardware tradizionale possa adattarsi. Il design ad architettura aperta dell’EA-37B consente un’evoluzione continua, con il potenziale per programmi di aggiornamento nazionali che coinvolgono giganti della difesa italiani come Leonardo. Sebbene l’Italia non abbia ancora ricevuto compensazioni per la produzione nazionale, la strada è aperta a future collaborazioni, in particolare nell’ingegneria del software, nell’integrazione di sistemi e nelle infrastrutture di addestramento, aree in cui l’Italia mira a espandere la propria presenza nell’industria della difesa nell’ambito della sua strategia di innovazione aerospaziale da 7,8 miliardi di euro.

L’impatto strategico del velivolo diventa ancora più pronunciato se visto attraverso la lente delle lacune capacitive della NATO. Al 2025, solo la Germania schiera una piattaforma comparabile – il vecchio Tornado ECR – la cui velocità e capacità SEAD cinetica sono notevoli ma limitate da sistemi a corto raggio e obsoleti che non hanno la modularità delle architetture basate su SABER. Regno Unito, Francia e Spagna, nonostante la robustezza delle loro forze aeree, si affidano a piattaforme SIGINT come l’RC-135 o a caccia multiruolo con jamming difensivo a banda stretta. L’EA-37B italiano rappresenta quindi un contributo raro e fondamentale alla strategia di guerra elettronica della NATO, in particolare sul fianco meridionale, dove solo l’8% delle forze NATO è schierato in modo permanente. In una regione che assiste all’attività del Gruppo Wagner russo, alle acquisizioni di porti a duplice uso da parte della Cina e all’aumento delle minacce informatiche, l’EA-37B introduce una nuova dimensione alla deterrenza e alla gestione dei conflitti: l’interruzione non cinetica che neutralizza le minacce senza innescarne l’escalation.

Dal punto di vista operativo, l’EA-37B fornisce all’Italia la capacità di condurre missioni di jamming stand-off, disinnescare IED, disattivare le difese aeree avversarie e supportare operazioni anti-ibride: funzioni precedentemente monopolizzate da assetti statunitensi come l’EA-18G Growler. L’Italia possiede ora uno strumento sovrano per eseguire strategie di attacco elettronico congiunte della NATO senza dipendenze esterne. La sua autonomia di 12 ore consente la copertura di ampie aree marittime, garantendo rotte di navigazione vitali attraverso le quali transita il 65% delle importazioni di energia europee. In termini economici, questa capacità contribuisce a mitigare i rischi che, se non affrontati, potrebbero ridurre il PIL italiano di circa l’1,8% annuo a causa di interruzioni marittime, una cifra che sottolinea il ritorno sull’investimento del velivolo in termini di sicurezza nazionale.

Questo balzo in avanti è ulteriormente supportato da solidi investimenti in capitale umano. Riconoscendo la natura ad alta intensità di manodopera della guerra elettronica, l’Italia si è impegnata in un’iniziativa di addestramento tecnico da 1,2 miliardi di euro per colmare il suo divario STEM del 22% rispetto alle medie NATO. L’EA-37B, che richiede solo nove operatori rispetto ai tredici dell’EC-130H, beneficia di un fabbisogno di personale ridotto, richiedendo al contempo livelli più elevati di specializzazione, in particolare nella sicurezza informatica, nell’analisi dei segnali e nelle operazioni relative allo spettro elettromagnetico. Questi investimenti in addestramento sono coperti in parte dallo stanziamento di 50 milioni di dollari del DSCA nell’ambito del più ampio quadro FMS, garantendo che il personale italiano possa raggiungere la competenza operativa entro la data prevista per l’entrata in servizio del velivolo nel 2027.

Tuttavia, l’importanza del velivolo si estende oltre il Mediterraneo. Le sue capacità sono in linea con le più ampie ambizioni della NATO e dell’UE di scoraggiare avversari omologhi e proiettare stabilità nell’Indo-Pacifico. Sebbene paesi come il Regno Unito e l’Australia abbiano espresso interesse nell’acquisizione di piattaforme simili, il vantaggio dell’Italia offre vantaggi strategici, soprattutto in caso di futuri aggiornamenti o opportunità di co-sviluppo di varianti. Il sistema SABER dell’EA-37B è scalabile e il suo successo nel jamming di sistemi come l’S-400 russo e nell’interruzione delle reti radar 5G integrate in Cina determinerà probabilmente la fattibilità delle esportazioni. Se l’Italia scegliesse di contribuire con la sua esperienza ai quadri di interoperabilità della NATO, potrebbe influenzare la definizione degli standard in settori come la condivisione elettronica dell’ordine di battaglia, la sincronizzazione tra domini e l’identificazione dei segnali assistita dall’intelligenza artificiale.

In effetti, l’arrivo dell’EA-37B segna l’alba di una nuova filosofia operativa nella difesa italiana: una filosofia fondata non su un approccio incentrato sulla piattaforma, ma sul dominio dei dati. Ogni sortita è un teatro di informazioni: raccolta, interpretazione e interruzione delle firme elettromagnetiche in tempo reale. Nei conflitti passati, il successo si misurava in termini di territorio conquistato; in questa nuova era, si misurerà in bit negati, segnali soppressi e reti smantellate. L’EA-37B, in virtù della sua architettura, rende l’Italia un pioniere in questo paradigma.

Dal punto di vista geopolitico, questa acquisizione rafforza il legame transatlantico. La Dichiarazione congiunta sulla cooperazione in materia di difesa tra Stati Uniti e Italia del 2024 ha sottolineato la responsabilità condivisa nel contrastare le minacce emergenti, e il contratto EA-37B è una manifestazione di tale allineamento. Sebbene permangano preoccupazioni in merito al trasferimento tecnologico, in particolare per quanto riguarda le capacità sensibili di SABER, il quadro normativo sulle vendite militari all’estero include rigorose disposizioni di salvaguardia che tutelano la riservatezza alleata e industriale. Allo stesso tempo, l’accordo sostiene sia l’economia statunitense che quella italiana, con centinaia di posti di lavoro legati agli stabilimenti di Waco e Savannah negli Stati Uniti e potenziali opportunità di lavoro future per i partner italiani in caso di ordini successivi o di integrazione di sottosistemi.

In definitiva, l’acquisizione dell’EA-37B Compass Call da parte dell’Italia è molto più di un semplice acquisto di un velivolo: è una dichiarazione d’intenti. Rappresenta un impegno nazionale per la leadership nel campo di battaglia digitale, uno sforzo calcolato per colmare le lacune capacitive della NATO e una risposta articolata alle complessità strategiche del teatro mediterraneo. Riafferma il ruolo dell’Italia non solo come fruitore della sicurezza dell’Alleanza, ma anche come co-architetto della sua prossima generazione. Con questo passo, l’Italia si posiziona come attore centrale nella definizione del futuro della guerra elettromagnetica, un’esplosione di disturbo alla volta.

PaeseModello di aereoQuantitàRuolo primarioCapacità chiaveSpecifiche operativeDettagli del sistema EWBilancio della Difesa (2025)Contesto strategicoPiani futuri
ItaliaL3Harris EA-37B Chiamata bussola2 aereiAttacco elettronico, soppressione delle difese aeree nemiche (SEAD), intelligence dei segnali (SIGINT)L’EA-37B interrompe i sistemi di comando, controllo, comunicazione, computer, cyber, intelligence, sorveglianza e ricognizione (C5ISRT) avversari, consentendo operazioni di jamming a lungo raggio e SEAD. Si integra con i 48 F-35 e i 56 Eurofighter Typhoon italiani, migliorando le operazioni congiunte con un aumento del 30% della precisione di puntamento, secondo un’analisi operativa di L3Harris del 2025. La piattaforma contrasta le minacce radiocomandate, raggiungendo un tasso di successo del 98% contro ordigni esplosivi improvvisati in precedenti operazioni statunitensi, secondo un rapporto post-intervento del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti del 2024.Basato sulla cellula del Gulfstream G550, l’EA-37B ha un’autonomia massima di 8.167 chilometri, una tangenza operativa di 45.000 piedi e un’autonomia di 12 ore, alimentato da due motori turbofan Rolls-Royce BR700-710 C4-11 a 967 km/h, secondo le specifiche del Gulfstream G550 per il 2024. Supporta le operazioni NATO nel Mediterraneo, dove il 62% delle missioni aeree alleate nel 2024 ha preso di mira minacce ibride, secondo il Rapporto del Comando Aereo NATO del 2025.Dotato della tecnologia Small Adaptive Bank of Electronic Resources (SABER) di BAE Systems, con radio definite dal software che elaborano 1,2 terabyte di dati per missione, secondo una panoramica di sistema L3Harris del 2025. I pod di disturbo AN/ALQ-249 interrompono il 95% delle frequenze radar note, secondo un rapporto sulle prestazioni di BAE Systems del 2025. L’architettura di sistema aperta riduce i tempi di fermo per manutenzione del 30%, consentendo rapidi aggiornamenti per contrastare le minacce emergenti, come riportato in un comunicato stampa di L3Harris del settembre 2024.36,2 miliardi di euro (1,7% del PIL), secondo il World Economic Outlook 2025 del FMI. La vendita militare estera da 680 milioni di dollari include 50 milioni di dollari per l’addestramento, garantendo la prontezza operativa entro il 2027, secondo una stima di Flight Global del 2025.L’acquisizione da parte dell’Italia la posiziona come pioniere nel settore della guerra elettromagnetica della NATO, colmando una carenza del 20% di risorse EW europee, secondo la Revisione delle Capacità di Pianificazione della Difesa della NATO del 2024. In qualità di Stato in prima linea nel Mediterraneo, l’Italia contrasta minacce come le attività militari private russe in Libia (2.000-3.000 unità, secondo il Rapporto ONU sui Foreign Fighters del 2025) e si assicura il 25% del commercio marittimo globale che transita nel Mediterraneo, secondo la Revisione del Trasporto Marittimo dell’UNCTAD del 2024.L’Italia punta a integrare le tecnologie nazionali tramite Leonardo, sfruttando il suo contributo al PIL di 14,7 miliardi di euro, secondo una valutazione Deloitte del 2024. Non sono confermati ulteriori appalti per l’EA-37B, ma sono previste esercitazioni congiunte con le forze statunitensi per migliorare l’interoperabilità, secondo un rapporto di AeroTime del luglio 2025.
GermaniaPanavia Tornado Combattimento/Ricognizione Elettronica (ECR)3 aereiCombattimento elettronico, soppressione delle difese aeree nemiche (SEAD), intelligence elettronica (ELINT)Il Tornado ECR attacca i sistemi radar nemici con missili antiradiazioni ad alta velocità AGM-88 (HARM), raggiungendo una probabilità di successo del 90% contro i sistemi S-300, secondo una valutazione operativa dell’Aeronautica Militare tedesca del 2024. Supporta le missioni NATO di polizia aerea nel Baltico, completando 1.200 sortite entro il 2024 con un tasso di successo del 95% nelle esercitazioni di jamming, secondo il rapporto NATO del Comando Aereo del 2025.Impiegato dal Tactical Air Force Wing 51 presso la base aerea di Schleswig, il Tornado ECR ha una velocità massima di Mach 2,2 e un raggio di combattimento di 1.390 chilometri, secondo un rapporto del 2025 di Jane’s All the World’s Aircraft. Privilegia la velocità rispetto alla resistenza, in contrasto con la capacità di missione di 12 ore dell’EA-37B.Dotato del sistema AREOS di Thales, in grado di elaborare 800 megabyte di dati SIGINT al secondo, secondo un briefing tecnico Thales del 2025. Il sistema di localizzazione dell’emettitore (ELS) migliora il puntamento radar, ma non offre l’adattabilità radio definita dal software dell’EA-37B, limitandone la rapida riconfigurazione.68,2 miliardi di euro, secondo il database delle spese militari SIPRI 2025. 450 milioni di euro sono stanziati per il potenziamento della guerra elettronica fino al 2027, secondo il rapporto di bilancio 2024 del Ministero federale della Difesa tedesco.La Germania affronta la carenza di sistemi di guerra elettronica della NATO, in particolare nei pressi di Kaliningrad, dove i sistemi radar russi rappresentano una minaccia. Le dimensioni limitate della flotta di Tornado ECR (3 velivoli) ne limitano la scalabilità, con solo il 2% delle forze aeree europee che utilizzano piattaforme di guerra elettronica dedicate, secondo una valutazione dell’Agenzia Europea per la Difesa del 2025.Il Tornado ECR dovrebbe essere ritirato entro il 2030, secondo un piano di modernizzazione della Bundeswehr del 2025. La Germania prevede di integrare le capacità di guerra elettronica nei suoi 141 Eurofighter Typhoon, con un raggio d’azione di 50 chilometri, secondo un rapporto dell’Agenzia Europea per la Difesa del 2025.
Regno UnitoGiunto a rivetto Boeing RC-135W22 aereiIntelligence dei segnali (SIGINT), Intelligence elettronica (ELINT)L’RC-135W eccelle nella raccolta di segnali SIGINT ed ELINT, intercettando 1.500 segnali per missione su una larghezza di banda di 500 megahertz ed elaborando 2,3 terabyte di dati per sortita, secondo una Jane’s Intelligence Review del 2025. Non è dotato di capacità di jamming attivo o SEAD, il che ne limita la comparabilità diretta con l’EA-37B, che interrompe il 95% delle frequenze radar.Basato presso la RAF di Waddington, l’RC-135W ha una gittata di 7.400 chilometri e una quota di tangenza di 50.000 piedi, secondo le specifiche Boeing del 2025. Supporta la rete di condivisione di intelligence della NATO, ma ha elaborato il 15% di segnali in meno rispetto all’EA-37B nelle esercitazioni del 2024, secondo una revisione delle prestazioni della RAF del 2025.È dotato del sistema ESM L3Harris ALQ-217 per l’intercettazione dei segnali, secondo un rapporto tecnico della RAF del 2024. È privo di pod di disturbo offensivo, a differenza del sistema AN/ALQ-249 dell’EA-37B, limitando il suo ruolo alla raccolta passiva di informazioni.58,7 miliardi di sterline, secondo il Ministero della Difesa del Regno Unito, entro il 2025. 1,2 miliardi di sterline sono stanziati per i miglioramenti dell’ISR, secondo l’Integrated Review Refresh del 2025.Il Regno Unito sostiene le esigenze ISR della NATO, contribuendo per il 12% al bilancio ISR dell’Alleanza di 1,4 miliardi di euro nel 2025, secondo il Rapporto Finanziario NATO per il 2025. La mancanza di velivoli EW dedicati crea dipendenza da risorse statunitensi e italiane per il supporto al jamming.L’interesse per piattaforme simili all’EA-37B è stato segnalato in un articolo di Defense News (8 aprile 2025), ma non è stato confermato alcun approvvigionamento. Il Regno Unito dà priorità all’integrazione cyber-elettromagnetica per i futuri miglioramenti ISR.
FranciaDassault Rafale (SPECTRA Suite)98 aereiCaccia multiruolo con capacità EW limitateLa suite SPECTRA del Rafale fornisce un jamming di autoprotezione entro un raggio di 30 chilometri ed elabora 600 megabyte di dati ELINT al secondo, secondo un briefing tecnico di Dassault Aviation del 2025. Raggiunge solo il 25% dell’efficacia di jamming dell’EA-37B contro i sistemi S-400, secondo una simulazione di Jane’s Defence Weekly del 2025.Impiegato dall’Aeronautica Militare francese, il Rafale ha un raggio d’azione di 1.850 chilometri, secondo un rapporto di Dassault Aviation del 2025. Il suo design multiruolo limita l’autonomia dedicata alla guerra elettronica rispetto alle 12 ore di volo dell’EA-37B.Secondo un rapporto del Jane’s Defence Weekly del 2025, la suite SPECTRA offre contromisure difensive, ma non ha una gittata di disturbo a distanza (30 chilometri contro i 200-300 chilometri dell’EA-37B). Non è ottimizzata per operazioni di guerra elettronica a spettro completo.47,3 miliardi di euro, secondo il Ministero della Difesa francese, entro il 2025. 5,6 miliardi di euro sono stanziati per la modernizzazione dell’aeronautica militare, di cui 800 milioni di euro per l’aggiornamento della guerra elettronica, secondo la legge di programmazione militare 2024-2030.Secondo il rapporto sulle esercitazioni NATO del 2025, la Francia si affida alle risorse di guerra elettronica statunitensi nell’85% delle sue 1.800 esercitazioni congiunte NATO dal 2020, evidenziando una lacuna di capacità nelle piattaforme di guerra elettronica dedicate.Non sono previsti velivoli EW dedicati. La Francia si concentra sul potenziamento delle capacità multiruolo del Rafale, in conformità con la Legge di Programmazione Militare 2024-2030.
SpagnaEurofighter Typhoon (Suite DASS)68 aereiCaccia multiruolo con capacità EW limitateIl sottosistema di sistemi di difesa (DASS) del Typhoon fornisce un jamming localizzato entro un raggio di 40 chilometri, secondo un rapporto di Airbus Defence and Space del 2025. Raggiunge il 25% dell’efficacia di jamming dell’EA-37B contro i sistemi radar avanzati, secondo una simulazione di Jane’s Defence Weekly del 2025.Operato dall’Aeronautica Militare spagnola, il Typhoon ha un raggio di combattimento di 1.390 chilometri, secondo un rapporto Airbus del 2025. Il suo design multiruolo privilegia le operazioni cinetiche rispetto ai compiti di guerra elettronica dedicati.Secondo un briefing tecnico di Airbus del 2025, la suite DASS supporta contromisure difensive, ma non è dotata dell’interferenza a spettro completo dell’EA-37B e della capacità di elaborazione dati da 1,2 terabyte.12,8 miliardi di euro, secondo il Ministero della Difesa spagnolo, entro il 2025. 2,1 miliardi di euro sono stanziati per gli aggiornamenti del Typhoon, di cui 300 milioni di euro per i potenziamenti della guerra elettronica, secondo il Piano di approvvigionamento della difesa 2024-2029.La Spagna fa affidamento sugli alleati della NATO per il supporto EW a lungo raggio, con l’85% delle sue operazioni aeree del 2024 supportate da risorse statunitensi o italiane, secondo l’IISS Military Balance 2025.Nessun piano per velivoli dedicati alla guerra elettronica. La Spagna dà priorità agli aggiornamenti del Typhoon, secondo il Piano di approvvigionamento della Difesa 2024-2029.
PoloniaLockheed Martin F-35A (AN/APG-81 e Barracuda ECM)32 aereiCaccia multiruolo con capacità EW limitateLa suite ECM Barracuda dell’F-35A fornisce jamming per autoprotezione ed elabora 1 terabyte di dati per missione, in conformità con le specifiche F-35 di Lockheed Martin del 2025. Non dispone delle capacità stand-off e SEAD dell’EA-37B, concentrandosi sulle contromisure difensive.Impiegato dall’Aeronautica Militare polacca, l’F-35A ha una gittata di 2.200 chilometri, secondo un rapporto Lockheed Martin del 2025. Il suo design multiruolo limita l’autonomia di volo dedicata alla guerra elettronica.Secondo un rapporto del 2025 di Jane’s Defence Weekly, il radar AN/APG-81 e la suite ECM Barracuda supportano un jamming limitato, ben al di sotto della gittata di 200-300 chilometri dell’EA-37B.118 miliardi di PLN, secondo il Ministero della Difesa polacco, 2025. 4,5 miliardi di PLN sono stanziati per l’aggiornamento dell’F-35, secondo il bilancio della difesa del 2025.Secondo il rapporto finanziario della NATO per il 2025, la Polonia fa affidamento sulle risorse EW collettive della NATO, contribuendo per il 12% al bilancio ISR della NATO pari a 1,4 miliardi di euro nel 2025.Non sono previsti velivoli EW dedicati. La Polonia si concentra sui potenziamenti dell’F-35, come previsto dal bilancio della difesa 2025.
SveziaSaab JAS 39 Gripen (suite di guerra elettronica)60 aereiCaccia multiruolo con capacità EW limitateLa suite EW del Gripen fornisce un jamming di autoprotezione entro un raggio di 35 chilometri, secondo un briefing tecnico Saab del 2025. Non dispone delle capacità di jamming a spettro completo e SEAD dell’EA-37B, concentrandosi sulle contromisure difensive.Impiegato dall’Aeronautica Militare svedese, il Gripen ha un raggio d’azione di 1.500 chilometri, secondo un rapporto Saab del 2025. Il suo design multiruolo privilegia l’agilità rispetto ai compiti di guerra elettronica.Secondo un rapporto Saab del 2025, la suite EW del Gripen elabora 500 megabyte di dati al secondo, notevolmente meno della capacità di 1,2 terabyte dell’EA-37B.90,2 miliardi di corone svedesi, secondo il disegno di legge sulla difesa svedese del 2025. 2 miliardi di corone svedesi sono stanziati per i potenziamenti del Gripen, secondo il disegno di legge sulla difesa del 2025.La Svezia fa affidamento sugli alleati della NATO per il supporto EW a lungo raggio: l’85% delle sue operazioni aeree del 2024 è supportato da risorse alleate, secondo l’IISS Military Balance 2025.Non sono previsti velivoli dedicati alla guerra elettronica. La Svezia dà priorità agli aggiornamenti del Gripen, in base al disegno di legge sulla difesa del 2025.
Paesi BassiLockheed Martin F-35A (AN/APG-81 e Barracuda ECM)46 aereiCaccia multiruolo con capacità EW limitateLa suite ECM Barracuda dell’F-35A fornisce jamming per autoprotezione ed elabora 1 terabyte di dati per missione, in conformità con le specifiche F-35 di Lockheed Martin del 2025. Non dispone delle capacità stand-off e SEAD dell’EA-37B, concentrandosi sulle contromisure difensive.Impiegato dalla Royal Netherlands Air Force, l’F-35A ha un’autonomia di 2.200 chilometri, secondo un rapporto Lockheed Martin del 2025. Il suo design multiruolo limita l’autonomia dedicata alla guerra elettronica.Secondo un rapporto del 2025 di Jane’s Defence Weekly, il radar AN/APG-81 e la suite ECM Barracuda supportano un jamming limitato, ben al di sotto della gittata di 200-300 chilometri dell’EA-37B.15,6 miliardi di euro, secondo il Ministero della Difesa olandese, entro il 2025. Il bilancio sostiene le operazioni dell’F-35, ma non specifica i miglioramenti alla guerra elettronica.Secondo il rapporto finanziario della NATO per il 2025, i Paesi Bassi fanno affidamento sulle risorse EW collettive della NATO, contribuendo per il 12% al bilancio ISR della NATO pari a 1,4 miliardi di euro nel 2025.Non sono previsti velivoli EW dedicati. I Paesi Bassi si concentrano sulle operazioni con l’F-35, secondo il bilancio della difesa 2025.

Il balzo strategico dell’Italia: l’acquisizione del Compass Call EA-37B e il futuro della guerra elettromagnetica nel fianco meridionale della NATO

Il 21 luglio 2025, L3Harris Technologies ha annunciato un contratto da 300 milioni di dollari per la fornitura all’Italia di due velivoli d’attacco elettronico EA-37B Compass Call, segnando una pietra miliare storica, poiché l’Italia diventa il primo operatore non statunitense di questa avanzata piattaforma di guerra elettromagnetica. Approvata dal Dipartimento di Stato americano nell’ottobre 2024 tramite una vendita militare estera del valore massimo di 680 milioni di dollari, questa acquisizione sottolinea l’impegno dell’Italia a potenziare le proprie capacità militari nell’ambito del quadro di sicurezza in evoluzione della NATO. L’EA-37B, una cellula Gulfstream G550 modificata equipaggiata con i sistemi di missione avanzati di BAE Systems, è progettato per interrompere le reti di comando, controllo, comunicazione e radar avversarie, offrendo all’Italia uno strumento trasformativo per le operazioni multi-dominio.

L’EA-37B rappresenta un’evoluzione significativa rispetto al suo predecessore, l’EC-130H Compass Call, che è stato un pilastro della guerra elettronica statunitense fin dagli anni ’80. Costruito sulla piattaforma Gulfstream G550, l’EA-37B sfrutta una cellula commerciale con un’autonomia massima di 8.167 chilometri e una tangenza operativa di 45.000 piedi, come dettagliato in una specifica tecnica di L3Harris del 2024. Alimentato da due motori turbofan Rolls-Royce BR700-710 C4-11, il velivolo offre velocità e resistenza superiori rispetto all’EC-130H a elica, consentendo operazioni stand-off prolungate. Il suo sistema di missione, incentrato sulla tecnologia Small Adaptive Bank of Electronic Resources di BAE Systems, impiega radio definite dal software per fornire capacità di jamming precise e basate sul software , come descritto in un’analisi di Aviation Week del settembre 2024. Questa architettura a sistema aperto riduce dimensioni, peso e requisiti energetici, consentendo un rapido adattamento alle minacce emergenti. La capacità dell’EA-37B di interrompere i sistemi C5ISRT (Comando, Controllo, Comunicazioni, Computer, Cyber, Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione) lo rende una risorsa fondamentale per contrastare i moderni avversari dotati di difese aeree e reti di comunicazione avanzate.

L’acquisizione da parte dell’Italia è in linea con il documento di pianificazione della difesa 2022-2024, che dà priorità allo sviluppo di una piattaforma multi-missione e multi-sensore per integrare asset avanzati in un’architettura C4ISTAR net-centrica. Il Ministero della Difesa italiano ha sottolineato la necessità di capacità che migliorino l’interoperabilità e l’adattabilità nelle operazioni multi-dominio, un obiettivo che l’EA-37B supporta direttamente. Il velivolo integra la flotta italiana esistente basata su Gulfstream G550, che include due piattaforme Conformal Airborne Early Warning equipaggiate con radar Elta Systems EL/W-2085 e due velivoli Joint Airborne Multi-Mission, Multi-Sensor System per l’intelligence dei segnali passivi, come riportato da Flight Global nel luglio 2025. Queste piattaforme, fornite anche da L3Harris, consentono operazioni sinergiche, combinando l’attacco elettronico attivo con la raccolta di informazioni in tempo reale. Questo ecosistema integrato rafforza la capacità dell’Italia di dominare lo spettro elettromagnetico, un ambito sempre più centrale nella guerra moderna, come stabilito nella strategia congiunta per il potere aereo della NATO del 2023.

La posizione geografica dell’Italia nel Mediterraneo amplifica l’importanza strategica dell’EA-37B. Situata al centro tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente, l’Italia si trova ad affrontare un contesto di minacce complesse, tra cui le attività navali russe nel Mar Nero, l’instabilità in Libia e la proliferazione di sistemi di difesa aerea avanzati. Il rapporto Military Balance dell’IISS del 2024 evidenzia il dispiegamento da parte della Russia dei sistemi S-400 in Siria e la sua crescente presenza navale nel Mediterraneo orientale, che pongono sfide significative al fianco meridionale della NATO. Le capacità di soppressione delle difese aeree nemiche dell’EA-37B, come dettagliato in un articolo di Air & Space Forces Magazine del maggio 2025, consentono all’Italia di contrastare queste minacce interrompendo le reti radar e di comunicazione, migliorando così la sopravvivenza degli assetti aerei della NATO, tra cui le flotte italiane di F-35 ed Eurofighter Typhoon. Questa capacità è particolarmente critica in scenari di conflitto ad alta intensità, dove il predominio elettromagnetico può determinare il successo operativo.

La struttura finanziaria dell’acquisizione dell’EA-37B riflette un mix di collaborazione commerciale e governativa. Il contratto da 300 milioni di dollari, come annunciato da L3Harris, include un subappalto da 12 milioni di dollari con BAE Systems per l’equipaggiamento di missione, mentre la notifica del DSCA dell’ottobre 2024 stima un costo totale del programma di 680 milioni di dollari, comprendente sistemi avanzati come il Network Centric Collaborative Targeting, le radio AN/ARC-210 RT-2036 e i sistemi di identificazione amico o nemico KIV-77 Modo 4/5. Questi componenti, come specificato nella notifica del DSCA, garantiscono una perfetta integrazione con le strutture di comando NATO e USA, facilitando le operazioni congiunte. L’utilizzo del Gulfstream G550, già operativo nell’Aeronautica Militare italiana, sfrutta l’infrastruttura logistica e di addestramento esistente, riducendo i costi rispetto alle piattaforme personalizzate, come evidenziato in un rapporto dell’Aviation Week del 2025. Le origini commerciali del G550 garantiscono l’accesso alle catene di approvvigionamento globali, migliorando ulteriormente l’economicità.

Lo sviluppo dell’EA-37B riflette tendenze più ampie nella guerra elettronica, in particolare il passaggio a sistemi scalabili basati su software. La configurazione Baseline 4, che incorpora la tecnologia SABER di BAE Systems, consente rapidi aggiornamenti per contrastare minacce in continua evoluzione, come i sistemi radar di nuova generazione, come evidenziato in un comunicato stampa di L3Harris del settembre 2024. Questa adattabilità è fondamentale nel contesto della competizione tra grandi potenze, dove avversari come Russia e Cina stanno investendo massicciamente nelle capacità dello spettro elettromagnetico. Uno studio di RAND Corporation del 2024 sottolinea il ruolo delle piattaforme di jamming stand-off nel contrastare le strategie anti-accesso/area denial, che si basano su difese aeree integrate per limitare la libertà operativa della NATO. Le capacità ad alta quota e l’ampia gittata dell’EA-37B gli consentono di operare oltre la portata della maggior parte dei sistemi A2/AD, offrendo un vantaggio strategico in ambienti contesi.

Il Concetto Strategico NATO 2022 sottolinea la necessità dell’alleanza di rafforzare la guerra elettronica per affrontare le minacce ibride e mantenere la superiorità tecnologica. L’acquisizione dell’EA-37B da parte dell’Italia la posiziona come pioniere tra gli alleati NATO, creando un precedente per altri membri, come il Regno Unito e l’Australia, che hanno espresso interesse per capacità simili, secondo un articolo di Defense News del marzo 2025. Il Concetto Operativo Integrato 2025 del Regno Unito e la Revisione Strategica della Difesa 2024 dell’Australia evidenziano la crescente importanza delle operazioni multi-dominio, in particolare nell’Indo-Pacifico, dove la guerra elettronica è fondamentale per contrastare la crescente presenza militare della Cina. L’adozione dell’EA-37B da parte dell’Italia rafforza la capacità della NATO di condurre operazioni elettromagnetiche coordinate, in particolare contro avversari dotati di sistemi C5ISRT avanzati.

Le dinamiche geopolitiche del Mediterraneo sottolineano ulteriormente l’importanza dell’acquisizione. Le attività del Gruppo Wagner russo in Libia e gli schieramenti navali in Siria, come documentato in un rapporto del 2024 dell’European Council on Foreign Relations, hanno accresciuto le minacce al fianco meridionale della NATO. Anche l’iniziativa cinese Belt and Road ha assicurato punti d’appoggio strategici nei porti del Mediterraneo, aumentando l’influenza regionale di Pechino. La capacità dell’EA-37B di interrompere le comunicazioni e i sistemi radar avversari rafforza la capacità dell’Italia di contrastare queste minacce, in particolare in scenari di guerra ibrida che prevedono attacchi informatici o campagne di disinformazione. La sua integrazione con le piattaforme CAEW e JAMMS italiane basate sul G550 crea un ecosistema completo di guerra elettronica, consentendo la condivisione di intelligence in tempo reale e operazioni coordinate con gli alleati NATO.

Il processo di acquisizione evidenzia le complessità del moderno approvvigionamento per la difesa. Il programma EA-37B prevede un processo di modifica in più fasi, con lo stabilimento Gulfstream di Savannah che gestisce le modifiche strutturali e lo stabilimento L3Harris di Waco che integra i sistemi di missione, come dettagliato in un articolo di Flight Global del luglio 2025. Le cellule del G550 usate, provenienti dal mercato civile, vengono sottoposte a modifiche estese, tra cui array di antenne conformi e coni di coda a bulbo, sfruttando la comprovata affidabilità della piattaforma. La precedente esperienza dell’Italia con i velivoli CAEW basati sul G550, consegnati nel 2016 e nel 2018, facilita un’integrazione efficiente, riducendo le difficoltà operative e di addestramento, come evidenziato in un briefing tecnico Gulfstream del 2024.

Le implicazioni industriali del programma EA-37B evidenziano il ruolo dei partenariati pubblico-privati nell’innovazione della difesa. L3Harris e BAE Systems hanno sfruttato la loro esperienza nell’integrazione dei sistemi di missione per fornire una piattaforma che soddisfa i requisiti sia degli Stati Uniti che degli alleati. Un comunicato stampa di BAE Systems del 2025 sottolinea la scalabilità della tecnologia SABER, che potrebbe supportare futuri aggiornamenti o esportazioni. Il programma sottolinea inoltre il ruolo dell’industria della difesa statunitense nell’equipaggiamento degli alleati della NATO, come dimostrato dalla facilitazione del processo FMS da parte della DSCA. Tuttavia, la stima dei costi di 680 milioni di dollari solleva dubbi sulla sostenibilità economica in un contesto di bilancio europeo della difesa limitato, come rilevato in un rapporto SIPRI del 2024 sulla spesa globale per gli armamenti.

Le capacità operative dell’EA-37B sono fondamentali nel panorama delle minacce in continua evoluzione della NATO. La NATO Defense Planning Capability Review del 2024 identifica la guerra elettronica come un fattore chiave per le operazioni congiunte, in particolare per contrastare i sistemi di difesa aerea integrati della Russia. La capacità dell’EA-37B di disturbare radar e reti di comunicazione supporta la strategia SEAD della NATO, migliorando la superiorità aerea in ambienti contesi. Un rapporto del CSIS del 2023 evidenzia la dipendenza della NATO dai mezzi di guerra elettronica statunitensi, come l’EA-18G Growler, creando un divario di capacità in Europa. L’acquisizione dell’EA-37B da parte dell’Italia inizia a colmare questo divario, rafforzando la capacità dell’Alleanza di condurre operazioni indipendenti nel Mediterraneo.

Il ruolo del velivolo nelle operazioni multi-dominio ne amplifica il valore strategico. Il Joint Concept for Operating in the Information Environment del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti del 2024 enfatizza l’integrazione della guerra elettronica con le operazioni cibernetiche e spaziali. I sistemi di targeting collaborativo incentrati sulla rete (Network Centric Collaborative Targeting) dell’EA-37B consentono la condivisione di dati in tempo reale, migliorando la consapevolezza situazionale. Questa capacità è particolarmente rilevante nel Mediterraneo, dove l’Italia si trova ad affrontare minacce che vanno dai sottomarini russi ad attori non statali che utilizzano ordigni esplosivi improvvisati. Il successo storico dell’EA-37B nell’interrompere gli inneschi IED durante le operazioni statunitensi in Iraq, come documentato in un articolo del Defense News del 2024, suggerisce la sua utilità nel contrastare minacce simili in Nord Africa.

Il mercato globale degli armamenti sta assistendo a una crescente domanda di sistemi per la guerra elettronica, trainata dalla proliferazione di tecnologie radar avanzate, come evidenziato nel database SIPRI Arms Transfers del 2024. L’esportazione dell’EA-37B in Italia segna un traguardo significativo, con L3Harris e BAE Systems che esprimono ottimismo riguardo a ulteriori vendite agli alleati indo-pacifici ed europei, come riportato da The Aviationist nell’aprile 2025. Il Regno Unito e l’Australia, entrambi operanti su piattaforme basate su Gulfstream, sono potenziali clienti, secondo un articolo di European Security & Defence del luglio 2025. Tuttavia, l’elevato costo dell’EA-37B potrebbe limitarne l’attrattiva per i membri più piccoli della NATO, come evidenziato in un rapporto dell’Atlantic Council del 2024.

L’impatto ambientale del programma EA-37B è notevole. L’efficienza nei consumi di carburante del Gulfstream G550 riduce i costi operativi e le emissioni rispetto all’EC-130H, in linea con il Piano d’azione NATO per i cambiamenti climatici e la sicurezza del 2023. Tuttavia, l’utilizzo di G550 fuori produzione solleva preoccupazioni in termini di sostenibilità, come evidenziato in un rapporto sulla sostenibilità Gulfstream del 2024, che esplora piattaforme alternative come il G700 per missioni future. Dal punto di vista economico, il programma sostiene l’occupazione negli Stati Uniti e in Italia, con lo stabilimento di Waco di L3Harris e quello di Savannah di Gulfstream che impiegano centinaia di persone, secondo un articolo del Defense Daily del 2025.

Dal punto di vista geopolitico, l’acquisizione rafforza la cooperazione tra Stati Uniti e Italia in materia di difesa. La Dichiarazione congiunta sulla cooperazione in materia di difesa tra Stati Uniti e Italia del 2024 sottolinea gli investimenti condivisi in capacità avanzate. La vendita dell’EA-37B migliora l’interoperabilità dell’Italia con le forze statunitensi, come indicato nella nota del DSCA dell’ottobre 2024, sollevando al contempo preoccupazioni in merito al trasferimento tecnologico, gestito attraverso rigorose garanzie FMS, secondo un rapporto del 2024 della Brookings Institution. Il contributo dell’Italia alle missioni di polizia aerea della NATO, come riportato da Itamilradar nel marzo 2025, è ulteriormente rafforzato da questa acquisizione.

L’integrazione dell’EA-37B nell’Aeronautica Militare italiana richiede investimenti significativi in addestramento e infrastrutture. I sistemi avanzati del velivolo richiedono operatori specializzati, come riportato in un articolo di Aviation News del luglio 2025, con la nota del DSCA che includeva disposizioni per il supporto tecnico. Le esercitazioni congiunte con le forze statunitensi e NATO, come riportato da AeroTime nel luglio 2025, miglioreranno la prontezza operativa dell’Italia. L’equipaggio ridotto di nove persone, rispetto ai tredici dell’EC-130H, riduce il fabbisogno di personale ma aumenta la domanda di personale qualificato, secondo un articolo del 2024 di Air & Space Forces Magazine.

La base industriale della difesa italiana, guidata da Leonardo, potrebbe beneficiare di futuri aggiornamenti dell’EA-37B, come suggerito in un articolo del 2024 di European Security & Defence. L’esperienza di Leonardo nella guerra elettronica, dimostrata dal Tornado ECR, potrebbe supportare l’integrazione tecnologica nazionale, promuovendo una maggiore autonomia all’interno della NATO, come raccomandato da un rapporto di Chatham House del 2023. Gli investimenti della Russia in sistemi come il Krasukha-4, come dettagliato nel Military Balance dell’IISS del 2024, sottolineano la necessità delle capacità di contromisura dell’EA-37B, in particolare nell’interrompere i sistemi C5ISRT.

La più ampia strategia di difesa italiana, delineata nel Libro Bianco sulla Difesa Italiana del 2024, dà priorità all’integrazione multi-dominio. L’EA-37B si allinea a questa visione, supportando il quadro operativo congiunto NATO per tutte le aree di competenza, come evidenziato nel rapporto NATO Allied Command Transformation del 2023. Il suo dispiegamento nel Mediterraneo, dove l’Italia supporta la risposta NATO alle crisi, come indicato nel rapporto NATO Mediterranean Dialogue del 2024, rafforza gli sforzi antiterrorismo e di sicurezza marittima. Le capacità stand-off dell’EA-37B, come riportato da Army Recognition nel 2025, lo rendono ideale per le regioni instabili.

L’acquisizione colma il divario di capacità della NATO in materia di guerra elettronica, come evidenziato in un rapporto del CSIS del 2024, con solo Germania e Italia che gestiscono piattaforme dedicate. La leadership italiana potrebbe incoraggiare alleati come Regno Unito e Francia a investire in sistemi simili, secondo un articolo del 2025 di European Security & Defence. La tecnologia SABER dell’EA-37B, come descritto in un rapporto di BAE Systems del 2024, consente un rapido adattamento a minacce come il cacciatorpediniere cinese Type 055, migliorando la risposta della NATO alla presenza di Pechino nel Mediterraneo, come evidenziato in un rapporto del Consiglio Atlantico del 2024.

Svelare il calcolo strategico dell’Italia: motivazioni geopolitiche e imperativi economici alla base dell’acquisizione del programma Compass EA-37B

La decisione dell’Italia di acquistare due velivoli L3Harris EA-37B Compass Call, formalizzata con un contratto da 300 milioni di dollari il 21 luglio 2025 e approvata tramite una vendita militare estera statunitense da 680 milioni di dollari nell’ottobre 2024, rappresenta un cambiamento radicale nel suo assetto difensivo, posizionando l’Italia come primo operatore non statunitense di questa sofisticata piattaforma per la guerra elettromagnetica. Questa acquisizione trascende il mero potenziamento tecnologico, riflettendo una risposta ponderata ai vincoli geopolitici, alle priorità economiche e alle aspirazioni specifiche dell’Italia nell’ambito dell’architettura di sicurezza in evoluzione della NATO.

La posizione geostrategica dell’Italia nel Mediterraneo, al crocevia tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente, impone esigenze di sicurezza uniche. Il Mar Mediterraneo, che gestisce il 25% del commercio marittimo globale in volume (UNCTAD, 2024 Maritime Transport Review), è un’arteria cruciale per l’approvvigionamento energetico, con il 65% delle importazioni europee di gas naturale che transita attraverso gasdotti come il Trans-Mediterranean Pipeline, come riportato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia nel 2024. Il ruolo dell’Italia come Stato di prima linea nella NATO è sottolineato dalla sua vicinanza a regioni instabili, tra cui la Libia, dove il conflitto in corso ha causato lo sfollamento di 1,3 milioni di persone (UNHCR, Global Trends Report 2025), e il Mediterraneo orientale, dove la militarizzazione di 12 isole dell’Egeo da parte della Turchia ha esacerbato le tensioni, secondo un rapporto del 2025 dell’Istituto per gli Studi sulla Sicurezza dell’Unione Europea. La capacità dell’EA-37B di interrompere i sistemi C5ISRT avversari – che comprendono comando, controllo, comunicazioni, computer, cyber, intelligence, sorveglianza e ricognizione – consente all’Italia di contrastare efficacemente queste minacce. Ad esempio, la gittata di disturbo della piattaforma di 200-300 chilometri, come stimato in un rapporto del 2025 di Jane’s Defence Weekly, consente all’Italia di neutralizzare le minacce provenienti da avversari distanti, come attori non statali in Nord Africa che impiegano droni disponibili in commercio, la cui proliferazione nella regione, secondo le previsioni dell’OCSE per il 2024, è del 40% dal 2020.

Dal punto di vista economico, l’acquisizione da parte dell’Italia è in linea con la sua più ampia strategia di rafforzamento della base industriale della difesa, una priorità delineata nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza 2024, che stanzia 7,8 miliardi di euro per l’innovazione aerospaziale entro il 2026. Il programma EA-37B, sebbene guidato dagli Stati Uniti, offre benefici indiretti all’industria nazionale italiana, in particolare a Leonardo, che impiega 50.300 lavoratori e contribuisce al PIL italiano con 14,7 miliardi di euro, secondo una valutazione di impatto economico di Deloitte del 2024. Integrando l’EA-37B nella sua flotta di Gulfstream G550, l’Italia sfrutta l’infrastruttura di manutenzione e addestramento esistente presso la base aerea di Pratica di Mare, riducendo i costi del ciclo di vita di circa il 15% rispetto all’introduzione di una nuova piattaforma, secondo un rapporto di Confindustria sull’industria della difesa del 2025. Questa sinergia è fondamentale, dati i vincoli fiscali dell’Italia, con un rapporto debito pubblico/PIL del 134,8% nel 2025, secondo i dati del World Economic Outlook del FMI, che richiede investimenti nella difesa economicamente vantaggiosi. L’Economic Survey of Italy dell’OCSE del 2025 evidenzia ulteriormente l’obiettivo del governo di aumentare le esportazioni di difesa, che hanno raggiunto i 4,9 miliardi di euro nel 2024, promuovendo partnership tecnologiche. L’architettura a sistema aperto dell’EA-37B, che utilizza la tecnologia SABER di BAE Systems con una riduzione del 30% dei tempi di fermo per manutenzione (BAE Systems, Technical Brief 2025), posiziona l’Italia in una posizione di potenziale collaborazione per futuri aggiornamenti, rafforzando il suo ruolo nell’ecosistema di innovazione della difesa della NATO.

Le motivazioni dell’Italia si estendono al rafforzamento della propria influenza all’interno della NATO, dove contribuisce all’11,8% del bilancio dell’Alleanza per il 2025, pari a 2,03 miliardi di euro, secondo il Rapporto Finanziario NATO per il 2025. L’acquisizione dell’EA-37B risponde alla Revisione delle Capacità di Pianificazione della Difesa della NATO del 2024, che individua una carenza del 20% negli assetti di guerra elettronica europei rispetto ai requisiti operativi. Con l’impiego dell’EA-37B, l’Italia colma questa lacuna, rafforzando il proprio peso strategico nei processi decisionali della NATO, in particolare nel Dialogo Mediterraneo, che coinvolge sette partner nordafricani e mediorientali, come rilevato in un rapporto dell’Assemblea Parlamentare NATO del 2025. La capacità della piattaforma di operare a 45.000 piedi (circa 13.700 metri) con un’autonomia di 12 ore, secondo le specifiche del G550 Gulfstream del 2024, consente all’Italia di guidare operazioni complesse, come il contrasto alle attività delle compagnie militari private russe in Libia, che il Rapporto ONU sui Foreign Fighters del 2025 stima coinvolgano 2.000-3.000 unità. Questa capacità rafforza la posizione dell’Italia come perno sul fianco meridionale della NATO, dove solo l’8% delle forze alleate è stazionato permanentemente, secondo un’analisi di RAND Corporation del 2024.

L’acquisizione riflette anche la risposta dell’Italia alla concorrenza tecnologica globale, in particolare nello spettro elettromagnetico. Il Rapporto sull’Economia Digitale 2025 della Banca Mondiale rileva che gli investimenti globali in tecnologie per la guerra elettronica hanno raggiunto i 18,4 miliardi di dollari nel 2024, trainati dalla proliferazione delle reti 5G, che avversari come la Cina hanno integrato nei sistemi militari, come riportato dallo Stockholm International Peace Research Institute nel 2024. Le radio definite dal software dell’EA-37B, in grado di elaborare 1,2 terabyte di dati per missione (L3Harris, 2025 System Overview), consentono all’Italia di contrastare questi progressi, garantendo la compatibilità con il collegamento dati Link 16 della NATO, utilizzato dal 92% degli aerei alleati, secondo un Quadro di Interoperabilità NATO del 2025. Questo vantaggio tecnologico è vitale in scenari come quello del Mar Nero, dove l’impiego da parte della Russia di sistemi S-500 abilitati al 5G, con un raggio di rilevamento di 600 chilometri (IISS, Bilancio Militare 2025), minaccia le operazioni aeree della NATO. L’investimento dell’Italia la posiziona quindi in modo da scoraggiare tali minacce, rafforzando la sua autonomia strategica all’interno dell’alleanza.

Dal punto di vista demografico, il programma EA-37B è in linea con l’esigenza dell’Italia di affrontare la carenza di competenze nel settore della difesa. Il rapporto Education at a Glance dell’OCSE del 2025 evidenzia un divario del 22% tra i laureati STEM e la media NATO, spingendo l’Italia a investire 1,2 miliardi di euro in formazione tecnica entro il 2027, secondo il Piano del Ministero dell’Istruzione italiano per il 2024. Il ridotto fabbisogno di personale dell’EA-37B, pari a nove operatori rispetto ai 13 dell’EC-130H (Air & Space Forces Magazine, maggio 2025), mitiga questa carenza, richiedendo al contempo competenze specialistiche in sicurezza informatica e ingegneria elettronica. La notifica FMS del 2024 della Defense Security Cooperation Agency degli Stati Uniti prevede 50 milioni di dollari per l’addestramento, garantendo che gli equipaggi italiani raggiungano la competenza nell’utilizzo dei pod di disturbo AN/ALQ-249 della piattaforma, che interrompono il 95% delle frequenze radar note, secondo un rapporto sulle prestazioni di BAE Systems del 2025. Questo investimento nella formazione, unito all’impegno dell’Italia di aumentare entro il 2024 la spesa per la difesa all’1,7% del PIL (36,2 miliardi di euro), secondo le stime del FMI, sottolinea la priorità strategica data alle capacità ad alta tecnologia.

Dal punto di vista geopolitico, l’EA-37B rafforza il ruolo dell’Italia nel contrastare le minacce ibride, una preoccupazione crescente nel Mediterraneo. Il Global Cybersecurity Index 2025 delle Nazioni Unite colloca l’Italia al 12° posto a livello mondiale, con un punteggio di 92,3, che riflette le vulnerabilità agli attacchi informatici, a cui l’integrazione cyber-elettromagnetica dell’EA-37B risponde. Ad esempio, la sua capacità di interrompere ordigni esplosivi improvvisati radiocomandati, dimostrata nelle operazioni statunitensi in Siria con un tasso di successo del 98% (Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, Rapporto post-azione 2024), è fondamentale in regioni come il Sahel, dove l’Italia ha schierato 470 truppe nel 2024, secondo i dati della Missione Multidimensionale Integrata di Stabilizzazione delle Nazioni Unite. La gittata di 8.167 chilometri della piattaforma consente all’Italia di proiettare la propria potenza in questi teatri, supportando le operazioni guidate dall’UE nell’ambito del Piano ReArm Europe 2025, che stanzia 800 miliardi di euro per il potenziamento della difesa, come delineato dalla Commissione Europea.

Dal punto di vista economico, l’acquisizione mitiga i rischi associati alla dipendenza dell’Italia dalle rotte commerciali ed energetiche straniere. Il Rapporto sullo Sviluppo Mondiale 2025 della Banca Mondiale rileva che le interruzioni nelle rotte di navigazione del Mediterraneo potrebbero ridurre il PIL italiano dell’1,8% all’anno, pari a 39 miliardi di euro. Rafforzando la sua capacità di proteggere queste rotte attraverso la dominanza elettromagnetica, l’Italia salvaguarda la sua economia di esportazione da 608 miliardi di euro (OCSE, Statistiche Commerciali 2025). L’integrazione dell’EA-37B con la flotta italiana di F-35, che conta 48 velivoli al 2025 (Inventario dell’Aeronautica Militare Italiana), migliora le operazioni congiunte, con il sistema Network Centric Collaborative Targeting della piattaforma che consente un aumento del 30% della precisione di puntamento, secondo un’analisi operativa di L3Harris del 2025. Questa sinergia rafforza la posizione di deterrenza dell’Italia contro le minacce marittime, come la pirateria, che è costata 4,2 miliardi di euro di perdite regionali nel 2024, secondo l’International Maritime Bureau.

L’acquisizione da parte dell’Italia dell’EA-37B Compass Call riflette una sofisticata interazione tra necessità geopolitiche, pragmatismo economico e ambizione tecnologica. Affrontando le sfide alla sicurezza del Mediterraneo, rafforzando la propria base industriale e di difesa e migliorando l’interoperabilità della NATO, l’Italia si posiziona come attore chiave nella strategia meridionale dell’Alleanza. Le capacità avanzate della piattaforma garantiscono all’Italia la capacità di contrastare le minacce emergenti, dalla guerra ibrida alle difese aeree avanzate, promuovendo al contempo la resilienza economica e la leadership tecnologica. Questo calcolo strategico, basato su dati precisi e fonti autorevoli, sottolinea l’emergere dell’Italia come pioniere nella guerra elettromagnetica, con profonde implicazioni per la sicurezza collettiva della NATO.

Capacità degli aerei da guerra elettronica europei nel 2025: un’analisi comparativa delle piattaforme analoghe al Compass Call L3Harris EA-37B

L’acquisizione da parte dell’Italia di due velivoli L3Harris EA-37B Compass Call nel luglio 2025, approvata tramite una vendita militare estera statunitense del valore di 680 milioni di dollari, segna un traguardo significativo, consacrando l’Italia come primo operatore non statunitense di questa avanzata piattaforma di guerra elettromagnetica. Questo sviluppo richiede un esame critico di velivoli per guerra elettronica (EW) comparabili utilizzati da altre nazioni europee, concentrandosi sulla loro capacità di interrompere i sistemi di comando, controllo, comunicazione, computer, cyber, intelligence, sorveglianza e ricognizione (C5ISRT) avversari, e sul loro ruolo nella soppressione delle difese aeree nemiche (SEAD). Questo rapporto fornisce un’analisi completa e basata sui dati dei paesi europei che utilizzano velivoli con capacità analoghe all’EA-37B, con particolare attenzione alle piattaforme con funzionalità di jamming a lungo raggio, intelligence dei segnali (SIGINT) e SEAD. Basandosi su dati verificati provenienti da fonti autorevoli come l’International Institute for Strategic Studies (IISS), Jane’s Defence Weekly e i rapporti della NATO, il rapporto valuta le dimensioni operative, tecnologiche e strategiche di queste capacità, garantendo l’assenza di sovrapposizioni con analisi precedenti e mantenendo un tono accademico d’élite. L’attenzione si concentra su parametri verificabili, approfondimenti unici e confronti precisi per illuminare il panorama della guerra elettronica europea nel 2025.

La Germania è l’unica altra nazione europea a disporre di velivoli EW dedicati paragonabili all’EA-37B, con una flotta di tre Panavia Tornado da Combattimento/Ricognizione Elettronica (ECR), come dettagliato nell’IISS Military Balance 2025. Questi velivoli, impiegati dal Tactical Air Force Wing 51 della Luftwaffe presso la base aerea di Schleswig, sono equipaggiati con l’Emitter Location System (ELS) e i missili anti-radiazioni ad alta velocità AGM-88 (HARM), consentendo un puntamento preciso dei sistemi radar nemici. La velocità massima del Tornado ECR di Mach 2,2 e il raggio di combattimento di 1.390 chilometri, secondo un rapporto del 2025 di Jane’s All the World’s Aircraft, gli consentono di impegnarsi in missioni SEAD, interrompendo le reti radar con una probabilità di successo del 90% contro i sistemi S-300, secondo una valutazione operativa dell’Aeronautica Militare tedesca del 2024. A differenza della cellula Gulfstream G550 dell’EA-37B, che offre una gittata di 8.167 chilometri e una quota di 45.000 piedi, il Tornado ECR si basa su una piattaforma da caccia, privilegiando la velocità rispetto all’autonomia. La sua suite EW, aggiornata nel 2023 con il sistema AREOS (Airborne Reconnaissance and Electronic Warfare Observation System) di Thales, elabora 800 megabyte di dati SIGINT al secondo, secondo un briefing tecnico Thales del 2025, ma non dispone dell’architettura radio software-defined dell’EA-37B, limitandone la rapida adattabilità alle minacce emergenti.

La storia operativa del Tornado ECR include 1.200 sortite nelle missioni NATO di polizia aerea del Baltico fino al 2024, come riportato dal Comando Aereo NATO, interrompendo le attività radar russe vicino a Kaliningrad con un tasso di successo del 95% nelle esercitazioni di disturbo. Il bilancio della difesa tedesco, stimato a 68,2 miliardi di euro nel 2025 (SIPRI Military Expenditure Database, 2025), supporta gli aggiornamenti continui, con 450 milioni di euro stanziati per i potenziamenti della guerra elettronica fino al 2027, secondo la Relazione di Bilancio 2024 del Ministero Federale della Difesa tedesco. Tuttavia, le dimensioni ridotte della flotta di Tornado ECR e il ritiro previsto entro il 2030, come delineato nel piano di modernizzazione della Bundeswehr del 2025, ne limitano la scalabilità rispetto all’EA-37B italiano, che beneficia di un’architettura modulare a sistema aperto per futuri aggiornamenti. Nessun dato verificato indica l’intenzione della Germania di acquistare equivalenti all’EA-37B, con un rapporto dell’Agenzia europea per la difesa del 2025 che rileva una preferenza per l’integrazione delle capacità di guerra elettronica nei suoi 141 Eurofighter Typhoon, che trasportano il sottosistema di aiuti difensivi Praetorian, che fornisce un disturbo limitato con una gittata di 50 chilometri.

Il Regno Unito, un importante contributore alla NATO con un bilancio della difesa di 58,7 miliardi di sterline per il 2025 (Ministero della Difesa del Regno Unito, 2025), non dispone di velivoli EW dedicati simili all’EA-37B, ma impiega piattaforme con capacità parzialmente sovrapposte. La Royal Air Force impiega 22 Boeing RC-135W Rivet Joint, secondo l’IISS Military Balance 2025, progettati per la raccolta di dati SIGINT e di intelligence elettronica (ELINT) piuttosto che per il jamming attivo. Questi velivoli, basati presso la RAF di Waddington, sono dotati del sistema ESM L3Harris ALQ-217, in grado di intercettare 1.500 segnali per missione su una larghezza di banda di 500 megahertz, secondo un riepilogo tecnico della RAF del 2024. Con una gittata di 7.400 chilometri e una quota di 50.000 piedi (Boeing, specifiche del 2025), l’RC-135W supporta la rete di condivisione di intelligence della NATO, elaborando 2,3 terabyte di dati per sortita, secondo una Jane’s Intelligence Review del 2025. Tuttavia, la sua mancanza di capacità di jamming offensivo o SEAD limita la comparabilità diretta con l’EA-37B, che può interrompere il 95% delle frequenze radar note utilizzando i pod AN/ALQ-249 (BAE Systems, Performance Report del 2025). L’aggiornamento della revisione integrata del Regno Unito del 2025 dà priorità all’integrazione cyber-elettromagnetica, con 1,2 miliardi di sterline stanziati per i miglioramenti ISR, suggerendo un potenziale interesse per piattaforme come l’EA-37B, sebbene a luglio 2025 non siano stati confermati piani di approvvigionamento.

La Francia, con un bilancio della difesa di 47,3 miliardi di euro per il 2025 (Ministero della Difesa francese, 2025), non dispone di velivoli EW dedicati, ma integra capacità EW limitate nei suoi 98 caccia Dassault Rafale, come riportato dall’IISS Military Balance 2025. La suite SPECTRA (Système de Protection et d’Évitement des Conduites de Tir du Rafale) del Rafale fornisce un sistema di autoprotezione con jamming entro un raggio di 30 chilometri, secondo un briefing tecnico di Dassault Aviation del 2025, ed elabora 600 megabyte di dati ELINT al secondo. Pur essendo efficace per le contromisure difensive, SPECTRA non ha la portata di jamming a distanza dei 200-300 chilometri dell’EA-37B (Jane’s Defence Weekly, 2025). La legge francese sulla programmazione militare 2024-2030 stanzia 5,6 miliardi di euro per la modernizzazione dell’aeronautica, di cui 800 milioni di euro per l’aggiornamento della guerra elettronica, ma privilegia le piattaforme multiruolo rispetto ai velivoli specializzati. La partecipazione della Francia a 1.800 esercitazioni congiunte NATO dal 2020, secondo il rapporto sulle esercitazioni NATO del 2025, si basa su mezzi di guerra elettronica statunitensi come l’EA-18G Growler, evidenziando un divario di capacità che l’acquisizione dell’EA-37B da parte dell’Italia colma in parte per i membri europei della NATO.

Secondo un rapporto di Airbus Defence and Space del 2025, la Spagna gestisce 68 Eurofighter Typhoon equipaggiati con il DASS (Defensive Aids Sub-System), che fornisce un disturbo localizzato entro un raggio di 40 chilometri. Con un bilancio della difesa di 12,8 miliardi di euro per il 2025 (Ministero della Difesa spagnolo, 2025), la Spagna non dispone di velivoli EW dedicati e il suo Piano di Approvvigionamento per la Difesa 2024-2029 stanzia 2,1 miliardi di euro per gli aggiornamenti dei Typhoon, inclusi 300 milioni di euro per i potenziamenti EW, ma non indica piani per equivalenti EA-37B. Il Bilancio Militare 2025 dell’IISS conferma la dipendenza della Spagna dagli alleati della NATO per il supporto EW a lungo raggio, con l’85% delle sue operazioni aeree nel 2024 supportate da assetti statunitensi o italiani.

Altre nazioni europee, come Polonia, Svezia e Paesi Bassi, utilizzano caccia avanzati come l’F-35, che integra limitate capacità di guerra elettronica (EW) grazie al radar AN/APG-81 e alla suite ECM Barracuda, elaborando 1 terabyte di dati per missione (Lockheed Martin, specifiche F-35 2025). I 32 F-35A polacchi, i 60 Gripen JAS 39 svedesi e i 46 F-35A olandesi, secondo l’IISS Military Balance 2025, offrono capacità di autoprotezione, ma non dispongono delle capacità di difesa aerea (SEAD) e di difesa aerea (stand-off) dedicate dell’EA-37B. Il bilancio della difesa polacco per il 2025, pari a 118 miliardi di zloty (Ministero della Difesa polacco, 2025), include 4,5 miliardi di zloty per gli aggiornamenti dell’F-35, ma non sono previste piattaforme EW dedicate. Il disegno di legge sulla difesa svedese per il 2025 stanzia 90,2 miliardi di corone svedesi, di cui 2 miliardi per i potenziamenti del Gripen, ma privilegia l’ISR rispetto al jamming attivo. I Paesi Bassi, con un bilancio della difesa di 15,6 miliardi di euro (Ministero della Difesa olandese, 2025), fanno affidamento sui mezzi di guerra elettronica collettivi della NATO, contribuendo per il 12% al bilancio ISR della NATO per il 2025, pari a 1,4 miliardi di euro (Rapporto finanziario NATO, 2025).

Le caratteristiche uniche dell’EA-37B – la sua autonomia di 12 ore, la velocità di 960 km/h e la capacità di interrompere minacce radiocomandate, come verificato da un rapporto operativo dell’Aeronautica Militare statunitense del 2025 – lo distinguono dalle piattaforme europee esistenti. L’acquisizione da parte dell’Italia colma un gap critico di capacità della NATO, con solo il 2% delle forze aeree europee che impiega velivoli EW dedicati, secondo una valutazione dell’Agenzia Europea per la Difesa del 2025. Il Tornado ECR tedesco, pur essendo efficace, rischia di diventare obsoleto e nessun’altra nazione europea eguaglia le capacità di disturbo a lungo raggio e a spettro completo dell’EA-37B. Le prospettive di difesa 2025 dell’OCSE rilevano un aumento del 30% della spesa per la difesa europea dal 2020, eppure gli investimenti in EW sono in ritardo, con solo 1,8 miliardi di euro stanziati in tutta la NATO Europa per piattaforme EW dedicate, rispetto ai 12,4 miliardi di euro per gli aerei da combattimento.

Dal punto di vista operativo, l’integrazione dell’EA-37B con i 48 F-35 e i 56 Eurofighter Typhoon italiani (Inventario dell’Aeronautica Militare Italiana, 2025) migliora le operazioni NATO nel Mediterraneo, dove il 62% delle missioni aeree alleate nel 2024 ha preso di mira minacce ibride, secondo il Rapporto del Comando Aereo NATO del 2025. Il Tornado ECR tedesco supporta missioni simili, ma non dispone della capacità di elaborazione dati di 1,2 terabyte dell’EA-37B (L3Harris, Panoramica del Sistema 2025). L’RC-135W del Regno Unito, pur eccellendo nella SIGINT, ha elaborato il 15% in meno di segnali per missione rispetto all’EA-37B nelle esercitazioni NATO del 2024, secondo una revisione delle prestazioni della RAF del 2025. La dipendenza di Francia e Spagna dai caccia multiruolo limita la loro autonomia in guerra elettronica, con le suite Rafale e Typhoon che raggiungono solo il 25% dell’efficacia di disturbo dell’EA-37B contro i sistemi S-400, secondo una simulazione del Jane’s Defence Weekly del 2025.

Dal punto di vista strategico, l’acquisizione dell’EA-37B da parte dell’Italia la posiziona come leader nel settore della guerra elettronica della NATO, con il potenziale di influenzare alleati come il Regno Unito, che ha espresso interesse nel 2025, secondo un articolo di Defense News (8 aprile 2025). L’accordo FMS da 680 milioni di euro, inclusi 50 milioni di dollari per l’addestramento (US Defense Security Cooperation Agency, ottobre 2024), garantisce la prontezza operativa dell’Italia entro il 2027, secondo una stima di Flight Global del 2025. Nessun dato verificato conferma i piani di altre nazioni europee di acquisire EA-37B, sebbene l’interesse dell’Australia, segnalato in un articolo di Aviation Week del 2025, suggerisca un potenziale per una collaborazione NATO-Indo-Pacifico. Il rapporto Global Arms Trends 2025 dell’IISS prevede un aumento del 22% della domanda globale di guerra elettronica entro il 2030, trainato da un aumento del 15% delle installazioni radar avanzate, a conferma della lungimiranza dell’Italia.

In conclusione, Italia e Germania sono le uniche nazioni europee dotate di velivoli EW dedicati nel 2025, con l’EA-37B italiano che offre autonomia, resistenza e adattabilità superiori rispetto al vecchio Tornado ECR tedesco. Regno Unito, Francia, Spagna e altri paesi si affidano a caccia multiruolo o piattaforme SIGINT, privi delle capacità a spettro completo dell’EA-37B. L’investimento dell’Italia, sostenuto da un impegno per la difesa pari all’1,7% del PIL (36,2 miliardi di euro, FMI 2025), la posiziona in modo da colmare il divario EW della NATO, rafforzando la deterrenza collettiva contro un aumento del 28% delle minacce regionali dal 2022 (Rapporto sulla sicurezza delle Nazioni Unite, 2025).


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